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gennaio 10, 2020 alle 9:38 am in risposta a: Contrasto ai fenomeni corruttivi nell’ambito fondi strutturali europei #1362
DESTINATARI: dipendenti pubblici facenti parte della gestione e controllo dei fondi di investimento europei di cui agli articoli 123 e seguenti del Regolamento (UE) n. 1303/2013
TITOLO: contrasto ai fenomeni corruttivi nell’ambito delle Autorità di Gestione, Certificazione ed Audit dei fondi strutturali europei.
PROBLEMA: “La straordinaria rilevanza economica delle somme gestite dai Ministeri e dalle Regioni nell’ambito dei programmi europei, Programmi operativi nazionali (PON) e regionali (POR), e degli strumenti nazionali (Piani operativi, Piani stralcio, Patti per lo sviluppo) impone un attento monitoraggio della spesa affinché l’allocazione delle risorse finanziarie avvenga nel rispetto del principio di sana gestione finanziaria (efficienza, efficacia, economicità), come previsto dall’art. 310 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e dall’art. 30 del Reg. finanziario (UE, Euratom) 966/2012 (modificato dal Regolamento (UE, Euratom) n. 1046/2018), nonché dei principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione” (fonte: Piano Nazionale Anticorruzione sezione II – Le Procedure di gestione dei fondi strutturali e dei fondi nazionali per le politiche di coesione).
In Provincia Autonoma di Trento le risorse pubbliche assegnate dall’Unione europea e dal Governo (€ 108.668.094 per FESR e € 109.979.984 per FSE) rappresentano un’importante risorsa per l’economia locale volta al raggiungimento di diversi obbiettivi quali ad esempio: la ripresa dell’occupazione, lo sviluppo sostenibile, la diminuzione delle disparità regionali a livello di Unione Europea.
È noto che l’attività di gestione e controllo dei fondi europei e nazionali è normata dalla disciplina comunitaria attraverso regolamenti, EGESIF, raccomandazioni aventi lo scopo di indurre azioni e comportamenti per prevenire, individuare e contrastare fenomeni corruttivi. Sono presenti, tuttavia dei margini in cui possono insidiarsi delle aree di rischiosità riguardanti: l’indebolimento delle garanzie di separazione delle funzioni di cui all’art. 72 paragrafo 1 lett. b) Regolamento (UE) n. 1303/2013 tra le Autorità di Gestione, Certificazione e Audit e all’interno delle stesse; possibilità di situazioni di conflitto di interesse nell’ambito del ricorso all’assistenza tecnica, rischio di monopolio o oligopolio del mercato delle assistenze tecniche, scarsità di personale interno, mancanza di adeguata formazione e procedure di verifica e di ispezione non aggiornate.OBIETTIVI:
Obiettivo 1: assicurare la netta separazione delle funzioni tra le Autorità di Gestione, di Certificazione e di Audit.Obiettivo 2: garantire una corretta selezione dei soggetti che svolgono l’assistenza tecnica e attuare misure volte a mitigare il rischio di potenziale conflitto di interesse sia nell’ambito del ricorso a personale esterno sia per quello interno.
Obiettivo 3: assicurare un’adeguata struttura organizzativa, in termini di numero di risorse umane interne collocate e della professionalità delle stesse.
Obiettivo 4: effettuare aggiornamenti periodici delle procedure e degli strumenti di supporto alle attività di gestione e controllo.
AZIONI:
Azione da attuare in base all’obiettivo 1 (tempistica 1-2 mesi):
• Delibera giuntale in cui collocare l’Autorità di Audit in una posizione di staff o di diretto riporto ai vertici di riferimento dell’Amministrazione, che garantisca l’indipendenza della stessa dall’Autorità di Gestione e di Certificazione.Azione da attuare in base all’obiettivo 2 (tempistica 6-12 mesi):
• Analisi dei fabbisogni di personale esterno e adozione di procedure di programmazione degli affidamenti;
• Procedimenti di selezione sulla base delle disposizioni di cui al D.Lgs. 50/2016 dando motivazione dell’esigenza di esternalizzazione e assicurando il rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività, concorrenza e qualità delle prestazioni (art. 30 D.Lgs. 50/2016);
• Particolare attenzione all’esecuzione del contratto che dovrà essere monitorata ad esempio con procedure di quality review, l’individuazione di parametri di valutazione dei risultati, l’applicazione di penali nel caso di eventuali ritardi;
• Imposizione ai soggetti privati dell’obbligo di rispetto del codice di comportamento dell’ente, mediante richiesta di apposita dichiarazione sottoscritta con particolare riguardo al conflitto di interesse, secondo la definizione stabilita dal Regolamento finanziario (Regolamento (UE) Euratom n. 2018/1046 art. 61) predisponendo moduli di autodichiarazione da tenere costantemente aggiornati.
Una dichiarazione generale dovrà essere rilasciata dal personale esterno al momento della stipula del contratto con la sottoscrizione di un esplicito impegno ad effettuare una tempestiva comunicazione ed un’eventuale astensione qualora dovesse presentarsi una situazione di conflitto di interesse attuale o potenziale. Inoltre, per la consulenza alla quale sono affidati incarichi di svolgimento dei controlli imporre l’obbligo di redazione di una dichiarazione di conflitto di interesse all’inizio del controllo oppure durante l’estrazione del campione delle pratiche da sottoporre a verifica.
Per quanto riguarda il dipendente interno dovrà rilasciare la dichiarazione di conflitto di interesse generica all’inizio di ogni anno solare e una specifica per ogni singola pratica a lui affidata secondo quanto stabilito dal Codice di comportamento (art. 7 Obbligo di astensione per i dipendenti della Provincia autonoma di Trento ed enti strumentali).
Le dichiarazioni dovranno essere indirizzate al dirigente dell’Ufficio competente, il quale con il supporto dell’Ufficio di controllo interno dovrà effettuare dei controlli a campione per verificare la sussistenza o meno di un conflitto di interesse reale o potenziale sia per il personale interno sia per quello esterno assegnato. Nel caso in cui venga rilevata una situazione di conflitto di interesse non dichiarata si potrà prevedere l’applicazione di sanzioni o di procedimenti disciplinari.Azioni da attuare in base all’obiettivo 3 (tempistica 3 – 6 mesi):
• Adozione di delibera di aggiornamento riguardante il Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA) nella quale prevedere gli interventi di rafforzamento del personale in termini sia di numero sia di progetti formativi;
• Ricerca di personale interno o attraverso procedure di selezione richiedendo competenze specifiche ad esempio: conoscenza della normativa europea in materia di fondi SIE, conoscenza in materia di appalti, aiuti di stato e progetti generatori di entrate;
• Percorsi di formazione per il personale neo assunto e di aggiornamento adeguati per coloro che svolgono tale attività come senior;
• Monitoraggio dell’assenza di situazioni di conflitto di interesse da parte del dirigente e di tutto il personale a vario titolo coinvolto nel processo di gestione e controllo;
• Attuazione di procedure di rotazione, ove possibile, non violando il principio di separazione delle funzioni tra le autorità.Azioni da attuare in base all’obiettivo 4 (tempistica 3-6 mesi):
• Aggiornamento dei Manuali, attraverso determinazione del Dirigente competente, utilizzati dalle autorità e degli strumenti utilizzati per effettuare la gestione e il controllo (es: check list);
• Ampia divulgazione degli strumenti di cui sopra tra le Autorità in modo tale da individuare delle misure correttive da apportare;
• Aggiornamento del Sistema Informativo quale pista di controllo per garantire una corretta archiviazione dei dati, dei controlli effettuati, delle irregolarità riscontrate e delle misure correttive da adottare.Azioni trasversali:
• Scambio di best practices e momenti di confronto con le Autorità (Gestione, Certificazione e Audit) appartenenti alle altre Regioni;
• Richiesta di pareri ad Organismi esterni, come ad esempio: MEF-IGRUE in qualità di Organismo Coordinatore in tema di controlli, in modo tale da assicurare l’efficace attuazione degli interventi e la sana gestione finanziaria.dicembre 9, 2019 alle 4:31 pm in risposta a: BUONA IN-FORMAZIONE PER UNA BUONA AMMINISTRAZIONE #1341Piano ben strutturato. Trovo interessante l’idea di formare i neo assunti con l’adozione di casi pratici, dato che molte volte questo compito aspetta ai colleghi che, magari per diversi motivi, non riesco a impiegare il tempo necessario per la formazione del neo assunto.
dicembre 9, 2019 alle 4:26 pm in risposta a: Contrasto ai fenomeni corruttivi nell’ambito fondi strutturali europei #1340Ringrazio tutti per la collaborazione e prenderò in considerazione in vostri suggerimenti per la redazione finale del mio Piano creativo.
Buon lavoro a tutti!
Trovo molto interessante l’azione 3 “valorizzazione del controllo di gestione” come strumento di “conoscenza, di trasparenza e di monitoraggio per risolvere criticità e apportare correttivi”.
La presenza di indicatori, ad esempio: indicatori sintetici per ogni struttura interna alla pubblica amministrazione, a supporto del processo di valutazione dei dirigente e del personale e l’analisi degli scostamenti sia a livello nazionale, ma anche dei dati consuntivi rispetto a quelli determinati a preventivo costituiscono una base di dati oggettiva e che potrebbe essere utilizzata anche in un’ottica di trasparenza.Condivido l’idea del dipendente pubblico come “testimone del corretto agire con la duplice occasione di responsabilizzare ulteriormente se stessi volta per volta in ragione di ciò che rappresentano e allo stesso tempo di accompagnare i giovani nell’acquisizione della consapevolezza di essere buoni cittadini”. Questo compito del pubblico dipendente, in linea con i principi costituzionali e con il Codice di comportamento, dovrebbe essere valorizzato sia internamente sia esternamente in modo tale da aumentare la fiducia nell’amministrazione pubblica da parte di tutti i cittadini (0-99 anni).
Ritengo che l’adeguata retribuzione ed il valorizzare “le persone che si sono distinte per capacità e per il bene comune” sia una buona chiave per diminuire i fenomeni di maladministration e di “scontento” tra i dipendenti pubblici.
La pubblica amministrazione dovrebbe individuare dei meccanismi in grado di premiare effettivamente il personale in grado di apportare valore alla pubblica amministrazione, in modo tale da disincentivare la presenza di comportamenti scorretti, come ad esempio: “i furbetti del cartellino”.
Mi piace l’idea dell’educare alla legalità. Se non sbaglio con l’anno scolastico 2020/2021 dovrebbe essere rintrodotta la materia Educazione Civica per ogni scuola di ogni ordine e grado; questo potrebbe essere un passo in avanti per la formazione di cittadini consapevoli.Il piano, proposto da Salvatore offre molti spunti di riflessione. Trovo particolarmente interessanti le azioni 2 Sub1 e Sub2: focalizzare l’attenzione sia nella fase di programmazione sia nella fase di esecuzione sarebbe buona prassi da applicare in tutte le amministrazioni.
Originale l’idea della creazione di una piattaforma informatica per tenere sotto controllo l’operato dell’aggiudicatario e gli adempimenti della stazione appaltante attraverso degli indicatori di monitoraggio.novembre 26, 2019 alle 7:29 pm in risposta a: Aggregazione, professionalità e digitalizzazione: stop alla corruzione #1128Il piano redatto da Ilaria è molto ben strutturato, condivido pienamente le azioni necessarie in termini di formazione e di struttura organizzativa adeguata sia in termini numerici sia dal punto di vista professionale.
Trovo innovativa l’idea di istituire un Comitato Tecnico, in Provincia Autonoma di Trento hanno creato, nell’ambito del Fondo Comuni Confinanti una segreteria tecnica e un Comitato che ha delle funzioni simili a quelle descritte da Ilaria.Dalla lettura del piano si nota una Padronanza del tema e ci sono molti spunti da poter prendere in considerazione ed applicare in qualunque amministrazione.
Trovo interessante l’idea di creazione di un “ente ad hoc, sovraordinato, di livello provinciale o regionale, NON appartenente allo stesso apparato della P.A. controllata, con funzioni di vigilanza sul rispetto di tutti gli altri obblighi di pubblicazione”, potrebbe essere un ente territoriale dell’Anac (come avviene ad esempio per il Ministero dell’Economia delle Finanze) che potrebbe collaborare con la Corte dei Conti territoriale. Potrebbe anche cooperare con l’ufficio di cui al punto 1) fase delle programmazione e 2) fase della gestione della gara, garantendo però la sua indipendenza.
Destano interesse le azioni riguardanti l’obiettivo 4, che aumentano la fiducia nei confronti degli operatori economici ma allo stesso tempo aumentano la trasparenza e questo può essere a beneficio della pubblica amministrazione e per tutta la collettività. Sarebbe auspicabile attuarle, ma alcune trovano putroppo difficoltà data la “mentalità” all’interno della pubblica amministrazione, ad esempio anche la semplice rotazione dei RUP.novembre 19, 2019 alle 8:03 pm in risposta a: Davide contro Golia, ovvero la BUONA AMMINISTRAZIONE “DAL BASSO” #1003Mi piace l’idea di una collaborazione da parte di tutti i dipendenti per la redazione del piano anticorruzione, anche se richiede maggior tempo. Sarebbe importante fare delle riunioni a livello di ufficio prima della redazione del piano e poi il direttore/dirigente dell’ufficio dovrebbe riferire i problemi, le criticità emerse, le aree di maggior rischio etc. al Responsabile del piano anticorruzione in modo tale che il piano sia uno strumento nato da tutta l’Amministrazione e non calato dall’alto con poca percezione delle realtà nei vari uffici.
Purtroppo la presenza di organigrammi pubblicati incompleti sul sito istituzionale e il non sapere chi fa che cosa è una situazione presente anche nella mia pubblica amministrazione e può essere effettivamente visto come un esempio di “cattiva amministrazione” perchè non è trasparente nei confronti del cittadino e nemmeno all’interno della stessa. A mio parere potrebbe essere, in parte risolto creando una sezione uffici/servizi nei quali oltre alla declatoria specificare il numero del personale coinvolto e indicare un funzionigramma in modo tale che sia il personale all’interno sia quello all’esterno possa andare a colpo sicuro. Si ridurebbero in questo modo i tempi di richiesta di informazioni effettuate presso sportelli o inviate a mail generiche.
Interessante il compilare la scheda “come migliorarci”, bisognerebbe capire se i suggerimenti che verrrano inviati saranno poi presi effettivamente in considerazione. Forse dovrebbero essere collegati a meccanismi premianti.novembre 19, 2019 alle 7:25 pm in risposta a: Se la lotta alla corruzione è la domanda, la cultura dell’etica è la risposta #1002Trovo interessante quest’impostazione in quanto può essere applicata a qualunque tipo di Amministrazione pubblica e al contesto sociale in cui essa opera. E’ importante diffondere tra i cittadini, soprattutto giovani principi di una sana convivenza civile che portani le persone facenti parte di una comnunità, ad adottare comportamenti e atteggiamenti nel rispetto degli altri e delle regole di vita, come ad esempio: il pagare le tasse, il non ritenere tollerabile farsi raccomandare per avere un lavoro, il non guidare dopo aver bevuto etc.
Condivido che la sezione Amministrazione trasparente dovrebbe essere maggiormente accessibile e contenere dati aggiornati.
Inoltre, a mio parere la Pubblica Amministrazione dovrebbe essere ancora “più trasparente” ovvero fornire dati in formato aperto in termini di contributi, sovvenzioni erogati, tempi di pagamento etc. (che sono previsti ma alle volte non sono pubblicati).
Per quanto riguarda l’Azione 3 la presenza di meccanismi premianti sia economici sia non monetari potrebbe incentivare i dipendenti pubblici ad essere maggiormente motivati. La gratifica personale crea uno stimolo a lavorare meglio e a diminuire fenomeni di maladmistration.Grazie per l’informazione, Francesco. Andrò a leggere la sentenza. A me questo tema interessa molto perchè in Provincia di Trento effettuano molti affidamenti in house di notevoli importi e come funzionari dell’Autorità di Audit dovrei redigere una check list per verificare la presenza dei requisiti.
Buon pomeriggio a tutti,
nel project work mi piacerebbe approfondire il tema delle rettifiche finanziarie, secondo quanto riportato nell’ultima Decisione della CE, nell’ambito dei fondi strutturali; portando dei casi pratici; facendo magari un’analisi anche del conflitto di interesse.La buona amministrazione rappresenta il cardine della vita amministrativa e può essere raggiunta attraverso:
– la trasparenza e il trattamento in modo imparziale ed equo delle questioni sottoposte dai cittadini;
– il rispetto dei termini;
– la professionalità dei funzionari e di coloro che svolgono le cariche politiche;
– il controllo visto anche come possibilità di miglioramento.Sono d’accordo con le risposte formulate in precedenza; in particolare prendo spunto da Valentina che sintetizza molto bene il concetto di missione della community ovvero la “creazione di uno spazio di confronto e di condivisione su: risoluzione di problemi pratici, dubbi interpretativi, aggiornamento e best practices in materia di appalti pubblici”.
Il confronto su situazioni concrete e la condivisione di buone pratiche e di soluzioni innovative sono i concetti più ricorrenti e che costituiscono la base del funzionamento della comnunity. -
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