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maggio 10, 2023 alle 5:25 am in risposta a: P.T.P.C.(ORA P.I.A.O.?). QUALI VANTAGGI PER L'ENTE? #2718
PIANO CREATIVO CHE TIENE CONTO DEI COMMENTI DEI COLLEGHI
P.T.P.C.(ORA P.I.A.O.?). QUALI VANTAGGI PER L’ENTE?
Problema: l’Ente ha redatto l’annuale Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.). Tuttavia quest’ occasione si è rivelata come mero adempimento burocratico, tant’è che vi è scarsa consapevolezza dell’utilità del piano, soprattutto da parte dei responsabili dei servizi, (peraltro i più esposti al rischio corruttivo), che non sono stati sensibilizzati, né coinvolti nella realizzazione da parte del RPCT. Ma non solo, anche gli Amministratori e gli Stakeholders a vari livelli, sono ignari della sua portata.
Destinatari diretti: dipendenti pubblici
Destinatari indiretti: imprenditori, cittadini, politici, enti del terzo settore
Obiettivi1) Costruire un piano “vero” e “reale”, che favorisca la partecipazione anche degli stakeholders, cercando di spiegare loro quello che è lo scopo del piano, cercando altresì di rendere all’esterno l’immagine di una amministrazione più coesa e collaborante, capace di aumentare il livello di fiducia nell’ente e nella sua attività.
2) Formazione continua sul tema dell’anticorruzione e della trasparenza nell’Amministrazione, con analisi periodica sull’avanzamento degli obiettivi, in relazione al piano, di tutto il personale, con particolare riguardo ai responsabili dei servizi e ai neo assunti. Monitoraggio interno con azioni mirate, come ad esempio: rafforzamento delle azioni di trasparenza, semplificazioni laddove possibile dei linguaggi e delle procedure, abrogazione o revisione di disposizioni che possono favorire lo sviluppo della corruzione. Condivisione di “buone pratiche” ed esperienze.
3) Scambio di conoscenze fra Enti, soprattutto di limitate dimensioni ed operanti in ambiti territoriali confinanti o analoghi, al fine del superamento dei limiti strutturali dei singoli, quali la scarsità delle risorse economiche o la carenza di personale in organico.
Azioni –tempo
1) AZIONE ANNUALE: Maggiore sensibilizzazione verso la cultura della legalità e maggiore condivisione delle misure individuate da parte degli stessi soggetti che devono attuarle, con particolare riguardo ai Responsabili dei servizi. Inoltre, sarebbe opportuno che il personale nuovo assunto fosse affiancato ed educato allo scopo di sviluppare un profilo che sia etico e morale ed in particolare comprendesse la portata del piano e le sue implicazioni nello svolgimento quotidiano dei suoi compiti. Annualmente, così come avviene per altro (esempio per il bilancio), si potrebbe presentare pubblicamente all’esterno questo piano in modo che tutti avessero la possibilità di comprenderne con consapevolezza la portata, e siano educati ad essere dei buoni cittadini e dei buoni imprenditori. (come da proposta dei colleghi ) il Piano Anticorruzione da “carta morta” dovrebbe diventare “faro” orientativo del lavoro pubblico.2) AZIONE ANNUALE: Maggiore partecipazione dei dirigenti e del personale in tutte le fasi di predisposizione e di attuazione delle misure anticorruzione. Solo così si rende possibile la realizzazione del monitoraggio in itinere sull’attuazione e sull’adeguatezza delle misure previste nei PTPCT, nonché sul complessivo funzionamento, al fine di consentire di apportare tempestivamente le eventuali modifiche necessarie. Sarebbe utile creare un forum con partecipazione obbligatoria, in cui periodicamente i dipendenti pubblici dell’Ente condividono con i colleghi le esperienze, le problematiche e le soluzioni adottate; tale scambio potrebbe favorire l’incontro fra professionalità diverse (ad esempio amministrative con quelle tecniche), che spesso si trovano ad operare su specifici problemi senza averne le giuste capacità.
(come da proposta dei colleghi) Nel lungo periodo si dovrebbe tendere verso un gruppo di lavoro capace di operare con continuità, che sappiano rispondere in maniera coerente alla c.d. corruzione delle norme (farraginose, spesso incomprensibili e fuorvianti…), attraverso una revisione dei regolamenti interni per eliminare sovrapposizioni di norme, contraddizioni e per conferire loro chiarezza e semplicità di linguaggio.3) TRIENNIO: Formazione dei soggetti che partecipano, a vario titolo, alla predisposizione e attuazione delle misure. In particolare lo scambio delle buone pratiche attuate dai vari Enti (che per territorialità o dimensioni si trovano ad operare in contesti analoghi) possono essere occasione di condivisione, anche ad esempio per lo studio e l’aggiornamento continuo che la professionalità richiede. Piattaforme o ancor meglio modulistiche condivise, potrebbero agevolare il dipende pubblico che spesso si può trovare ad affrontare un tema nuovo e l’operatore economico, che operando molto spesso in un’area territoriale delimitata, soprattutto in casi di appalti di piccole dimensioni, potrebbe beneficiare dell’uniformità, con conseguente speditezza delle procedure.
(come da proposta dei colleghi) sul coinvolgimento occorre pensare a forme innovative, possibilmente non obbligatorie, basate sull’interesse e sulle necessità operative di ogni singolo addetto ai lavori.maggio 10, 2023 alle 5:21 am in risposta a: RISCHIO DI CORRUZIONE NEGLI AFFIDAMENTI DIRETTI SOCIETà IN HOUSE #2717Disamina molto interessante che, per esperienza, alcune volte lascia effettivamente dubbi sul fatto che la scelta “in house” sia poi effettivamente la migliore, rispetto alle soluzioni prospettate dal mercato.
condivido rispetto all’Obiettivo 3che sia indispensabile monitorare gli affidamenti gestiti, ma credo altresì che sia assolutamente indispensabile che a monte sia necessario un controllo analogo volto a definire compiti di indirizzo, analisi, monitoraggio e valutazione dei dati contabili e gestionali della società partecipata medesima.In merito all’azione 3, condivido l’impostazione per cui sia necessario puntare sulla formazione anche attraverso la sensibilizzazione degli Enti di appartenenza che molto spesso la interpretano come una perdita di tempo utile per lo svolgimento del lavoro ordinario.
Forse anche questa, tuttavia, andrebbe programmata e servirebbe un’attenta valutazione delle proposte formative presenti sul mercato, in quanto non tutte si equivalgono, non tutte pienamente efficaci e soprattutto con il necessario taglio operativo.febbraio 3, 2023 alle 6:17 am in risposta a: Giuseppe SILVESTRO – Piano creativo "Qualification o Information" #2621condivido che i percorsi formativi dovrebbero essere quanto più possibile “dedicati e diversificati”, sia in ragione della mansione sia del livello svolto dai destinatari.
C’è molta differenza infatti fra chi opera in qualità di “neo assunto” e chi già opera da tempo. Vantaggi e svantaggi, in quanto spesso chi è di “nuova esperienza” non è radicato in procedure che potrebbero anche essere superate o a vecchie logiche, ma nel contempo avrebbe bisogno di strumenti quanto più “operativi” che gli consentano di tradurre la teoria in pratica.
Sicuramente la formazione continua è un aspetto a volte trascurato perchè si dà per scontato che chi già opera sia in possesso di tutte le conoscenze e abilità necessarie. Ma non è così. La materia è in continua evoluzione, così come il contesto di riferimento ed in particolare le caratteristiche del mercato.febbraio 3, 2023 alle 6:09 am in risposta a: Educare all’acquisto, promuovere Buona Amministrazione #2620richiamo l’azione che invita alla “Creazione di rete di condivisione conoscenze e good practices tra uffici”. anche la mia proposta richiama questa necessità. Sono convinta anch’io che molto spesso soluzioni o esperienze siano già presenti all’interno della struttura, e non note a tutti i dipendenti. Questa opportunità di condivisione potrebbe portare ad un risparmio di tempo, ad una riduzione della fatica nel trovare soluzioni, riducendo rischi di errori e successivi contenziosi.
febbraio 3, 2023 alle 6:01 am in risposta a: TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI! Integrità da condividere #2619le considerazioni esposte, sono largamente prese in considerazione nella mia proposta di piano. in particolare noto come anche in Ente di dimensioni maggiori, la problematica dell’isolamento del RPCT è la medesima. La necessità di coinvolgimento dell’intera struttura è assolutamente imprescindibile, a tutti i livelli, per riuscire ad avere una condivisione utile.
febbraio 3, 2023 alle 5:55 am in risposta a: AFFIDAMENTI DIRETTI – RUP FUNAMBULI IN CERCA DI UNA RETE #2618in riferimento all’azione 2: “incentivare presso i Servizi dell’Ente una programmazione di tutti gli affidamenti anche di modico valore, al fine di verificare la possibilità di effettuare acquisti aggregati per categoria merceologica”, sono d’accordo sul fatto che sarebbe opportuno quanto più possibile programmare gli affidamenti di modico valore, perché molto spesso è per questi che si ricorre all’affidamento diretto, (anche per ragioni di tempistiche strette) con conseguente pregiudizio per il confronto concorrenziale e la rotazione degli affidamenti.
febbraio 2, 2023 alle 6:45 am in risposta a: Qualificazione ed efficienza a contrasto dei molteplici aspetti del fenomeno cor #2617Condivido che le procedure selettive, soprattutto quando si è alla ricerca di personale che si occupi di materia di contratti pubblici, dovrebbe essere mirata ed incentrata sulla conoscenza del codice e delle sue implicazioni. Oltretutto credo che assolutamente indispensabile che, una volta superata la selezione, sia messa in campo una formazione ad hoc per gli addetti, e che non sia lasciata come mera facoltà (esigenza) del singolo. io credo che sarebbe molto utile, l’analisi di casi concreti e il coinvolgimento attivo dei funzionari che già operano nell’Ente in questione, anche in relazione alle peculiarità della struttura, alla geografia dei luoghi, alle problematiche emerse ed affrontate in precedenza. Molto spesso il cambio generazionale porta con sè ventate di innovazioni (anche procedurali/informatiche), ma azzera il patrimonio di conoscenza che non viene trasmesso e condiviso con i neo assunti.
Condivido che la fase di esecuzione del contratto sia molto spesso trascurata, con i susseguenti rischi che possono derivare. L’analisi e le soluzioni proposte sono assolutamente condivisibili. Aggiungo che spesso, almeno per l’esperienza personale, il D.E.C. finisce per trovarsi anche isolato o peggio ancora sovraccarico di lavoro, in modo tale da non riuscire a svolgere i necessari approfondimenti.
Il D.E.C. dovrebbe potersi avvalere del supporto del Responsabile del procedimento e dei principali interlocutori delle fasi di pianificazione/programmazione ed affidamento. Attraverso questa collaborazione si potrebbero certamente avere risultati migliori.rispetto al punto 4, in effetti concordo sul fatto che manchi una piattaforma di condivisione fra gli addetti ai lavori. In passato ho lavorato in altri settori comunali e ricordo che ad esempio per i servizi demografici ci sono associazioni nazionali che, attraverso tesseramento, mettono a disposizione per gli addetti ai lavori interpretazioni, modulistiche, eventi formativi..ecc…
febbraio 2, 2023 alle 6:12 am in risposta a: Le fasi del processo approvvigionativo: queste sconosciute. #2614Ritengo che l’azione: “Un’attività di controllo che potrebbe essere realizzata da team esterni alla propria area funzionale, con lo scopo di individuare le possibili inefficienze”, sia molto interessante. Una sorta di “nucleo di valutazione”, ma con scopo preventivo in quanto spesso, soprattutto a causa della mancata conoscenza ed esperienza, si rischiano errori procedimentali o valutativi che in questo caso potrebbero essere evidenziati e perlomeno non reiterati.
Buongiorno,
sono Elena Merlatti, lavoro in un medio Comune della Provincia di Cuneo. Sono contenta di essere entrata a far parte della squadra del Master perchè credo sia un’oppotunità di formazione e di scambio conoscitivo molto importante.
Spero prima di tutto che il corso possa permettermi di accrescere le mie conoscenze in un settore, quello degli appalti pubblici, sempre in evoluzione e che richiede competenze e preparazione adeguata,
io seguo principalmente acquisti sotto soglia e appalti, ivi comprese concessioni, nel settore servizi sociali e scolastici. naturalmente mi è richiesto di seguire l’iter dalla programmazione/progettazione, fino all’esecuzione, nonchè tutti gli obblighi di trasparenza/pubblicazione…
Spero che oltre ad un’occasione di arricchimento e di stimolo, il master mi consenta di crescere professionalmente.
Buon Master a Tutti!! -
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