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    Articoli

  • Fabio Fasce
    Partecipante

    TITOLO: “La corruzione e la “maladaministration” all’epoca dell’e-procuremet. Nuove forme e modalità di contrasto.”

    Problema
    L’introduzione delle piattaforme informatiche per l’espletamento delle procedure di gara ha sicuramente costituito uno degli elementi più efficaci di contrasto alla piaga della corruzione e della “maladministration”. L’e-procurement ha sostanzialmente blindato la procedura di gara. Non sono più possibili manomissioni delle offerte presentate dagli operatori economici. In tal senso si sono espressi anche numerosi TAR che hanno ritenuto non più necessaria la presenza di rappresentanti delle imprese alle sedute pubbliche di apertura della documentazione di gara. Questo perché l’integrità della stessa è garantita dalla piattaforma informatica che registra oltretutto ogni azione compiuta dai funzionari pubblici preposti.
    Ma nonostante l’affermarsi dell’ e-procurement la corruzione e la “maladministration” non sono sparite. Si sono evolute ed ha trovato nuove forme di espressione più sofisticate. Esse si annidano non più nella procedura di gara ma nella documentazione istitutiva della procedura. Nei capitolati tecnici soprattutto e negli schemi di valutazione delle offerte quando il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. I soggetti coinvolti non sono più i funzionari degli uffici che gestiscono le procedure di gara. Spesso la corruzione e la “maladministration” agiscono all’insaputa di chi si occupa della procedura di gara. Perché è il personale degli uffici che definiscono le caratteristiche del servizio della forniture da acquistare quello più esposto. E nei loro confronti il principio della rotazione negli incarichi non si applica.
    Accade spesso che a fronte di un certo numero di imprese che in sede di indagine di mercato hanno manifestato interesse a partecipare ad una procedura di gara per l’affidamento di un servizio o di una fornitura, in sede di gara solo una o due presentino offerta. E chi si aggiudica alla fine la gara è spesso chi già ha eseguito forniture o servizi analoghi alla medesima stazione appaltante. Questo “risultato” si può ottenere in due modi: 1) con una documentazione tecnica estremamente dettagliata che di fatto individua un servizio o una fornitura con caratteristiche ben precise che solo poche imprese sono in grado di eseguire. Un ulteriore vantaggio, quando il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, può essere ottenuto da criteri di valutazione che tendono a premiare le peculiarità del servizio o l’esperienza pregressa; 2) con documentazione estremamente generica in cui le caratteristiche del servizio o della fornitura sono descritte in modo poco chiaro. Ciò avviene soprattutto con i servizi informatici. Questo perché solo la ditta che ha accesso ad informazioni aggiuntive in via privilegiata o che ha già svolto il servizio sa di cosa si tratta e quindi è in grado di presentare un offerta valida.
    Difficile dimostrare la corruzione vera e propria nei casi sopra enunciati a meno di non cogliere i soggetti interessati in flagranza di reato. Spesso non c’è un vero scambio di denaro. Spesso si tratta di scambio di favori. Di favorire un soggetto amico che alla prima occasione saprà dimostrarsi riconoscente.
    Si tratta in realtà di un problema etico e morale più che giudiziario il più delle volte. E’ la mancanza della consapevolezza che quello che si sta gestendo è denaro pubblico proveniente dalle tasse pagate dai cittadini italiani ed europei. Che andrebbe gestito per garantire servizi e forniture di qualità alla propria utenza pubblica, sia essa rappresentata da studenti, anziani o semplici cittadini.
    Ed invece tali risorse sono spesso gestite come fossero soldi propri da spendere senza neanche la cura richiesta al buon padre di famiglia.

    Destinatari diretti: dipendenti pubblici

    Destinatari indiretti: imprenditori, ordini professionali, cittadini, massmedia.

    Obiettivi
    1. Sensibilizzare il dipendente pubblico sull’importanza della sua missione al servizio dei cittadini e quindi anche di se stesso.
    2. Sensibilizzare la pubblica opinione, e quindi anche gli operatori economici, sui danni arrecati ai servizi pubblici da un cattivo uso delle risorse pubbliche attraverso campagne pubblicitarie anche di forte impatto emotivo (la morte di una persona cara a causa di una fornitura in ambito sanitario di scarsa qualità o per una scarsa manutenzione ad esempio. Si pensi al crollo del Ponte Morandi di Genova e a quello che sta emergendo dalle inchieste a carico del concessionario autostradale)
    3. Migliorare la qualità “etica” dei dipendenti pubblici già in fase di concorso.

    Azioni e tempo di realizzazione
    1. Introdurre forme di premialità per i dipendenti che hanno concorso alla realizzazione di servizi o forniture di qualità alla propria utenza di riferimento. Il giudizio sulla qualità deve essere demandato all’utenza stessa mediante sondaggi o questionari. Particolare attenzione dovrà essere data agli aspetti innovativi non necessariamente solo tecnologici. La cadenza di tale azione potrebbe essere annuale.
    2. Organizzare campagne di sensibilizzazione utilizzando i principali canali di comunicazione mediante brevi spot in cui è raccontata di volta un caso di “maladministration” o di “ buona amministrazione” a favore dei cittadini. Si può utilizzare la televisione (possibilmente nelle fasce di maggiore ascolto), Facebook o Instagram. Molto efficace, a mio avviso, sarebbe la realizzazione di video “virali” che possono essere condivisi. Questa dovrebbe essere un’azione di lungo periodo i cui potranno essere visti solo dopo molto tempo.
    3. In fase di concorso dovrebbe essere posta attenzione alle qualità etiche del candidato mediante test psicoattitudinali o mediante colloqui con uno psicologo del lavoro il cui giudizio concorrerà alla valutazione complessiva del candidato.

    in risposta a: TITOLO: “Il cielo stellato sopra di noi” #2116

    Fabio Fasce
    Partecipante

    Condivido la necessità di un approccio che tenda a porre l’accento sull’etica del funzionario pubblico. A valorizzare anche a livello formativo questo questo aspetto. Decisamente innovativa la proposta di lezioni di filosofia morale. Visto il quasi totale fallimento delle metodologie fino ad oggi adottate ben vengano nuove proposte.
    Sconfiggere il “burocratese” in una materia come gli appalti è impresa ardua purtroppo. Il formalismo giuridico purtroppo è la regola perché l’ipernormativismo del legislatore ha reso la materia un campo di battaglia tra PA da una parte ed operatori economici dal’altra. Anche gli interventi volti a “semplificare” spesso hanno avuto l’effetto contrario perché la poca chiarezza della norma ha paralizzato l’agire della PA. Il fantasma del “danno erariale” tormenta spesso le notti dei quadri della PA che preferiscono il “non agire” piuttosto che rischiare.
    Non è l’approccio giuridico l’arma giusta per combattere la corruzzione e la cattiva amministrazione.


    Fabio Fasce
    Partecipante

    Qualcuno non più giovane come me si ricorda dell'”educazione civica” che veniva impartita alle elementari ? Iniziare il prima possibile la formazione etica dei propri cittadini sarebbe la cosa migliore. Tuttavia il male principale dell’Italia è la mancanza di valori etici condivisi da tutte le forze politiche. Per questo motivo l’evasione fiscale – per fare un esempio – difficilmente sarà sradicata.

    in risposta a: AGGREGARE LA DOMANDA DEGLI Istituti Zooprofilattici Sperimentali #1883

    Fabio Fasce
    Partecipante

    A volte basterebbe ascoltare la voce di chi lavora, come in questo caso, per trovare valide soluzioni a problemi che generano inutili sprechi ed inefficienze. Proposte tutte condivisibili al 100%

    in risposta a: Burocrazia…ma non solo #1882

    Fabio Fasce
    Partecipante

    Senza nulla togliere agli altri piani creativi questo è forse quello che meglio di tutti si cala in un contesto reale e fornisce soluzioni che nascono dall’esperienza e dalla passione per il proprio lavoro. Interessante la descrizione del contesto e delle evoluzioni sociali che si sono succedute.
    Ma soprattutto apprezzabile la valorizzazione dell’aspetto umano su quello meramente tecnico.


    Fabio Fasce
    Partecipante

    Data la complessità della materia ritengo che all’interno delle PA l’attività negoziale vada riservata ad un nucleo di dipendenti altamente specializzato che deve essere soggetto a formazione continua. Ogni forma di parcelizzazione delle attività negoziali è fonte di spreco ed inefficienze.
    In quest’ottica le proposte formulate sono assolutamente da condividere

    in risposta a: Catturare il mercato per non farsi catturare #1880

    Fabio Fasce
    Partecipante

    Il problema del “lock in” è spesso sottovalutato. In realtà è attraverso di esso che si manifesta spesso la maladministration. Perché crea connivenze pericolose tra “informatici” ed imprese. Che chi è preposto all’attività negoziale difficilmente riesce a rompere. In questo senso la formazione e la sensibilizzazione sul tema dovrebbe coinvolgere anche gli “informatici” della PA.


    Fabio Fasce
    Partecipante

    Per quanto ci siano stati notevoli progressi sul piano del “procedimento amministrativo” i rapporti tra PA e cittadini sono sempresbilanciati a favore della prima. In caso di inerzia della PA c’è sempre la possibilità di ricorrere al TAR. Ma chi se lo può permettere ? Bisognerebbe facilitare l’accesso ai servizi giuridici con patrocini gratuiti o trovare altre forme per costringere l’amministrazione ad agire

    in risposta a: Formazione, professionalità e efficienza #1878

    Fabio Fasce
    Partecipante

    Decisamente apprezzabile la proposta di un piano di formazione continua rivolto al personale che si occupa di appalti. Tale piano dovrebbe concentrarsi soprattutto su casi concreti e non solo sul solo sull’aggiornamento legislativo e dottrinale.

    in risposta a: “ Affidamenti diretti, porta aperta alla maladministration” #1877

    Fabio Fasce
    Partecipante

    Purtroppo l’affidamento diretto insieme allo stato di necessità ed urgenza sono stati fonte delle peggior cose in tema di appalti. Ben venga quindi ogni proposta tesa a limitare la discrezionalità degli amministratori che il più delle volte porta ad affidamenti ad operatori amici. Ritengo tuttavia che fino a quando non ci sarà un efficace sistema di controllo e di penalità (economiche più che giuridiche) a carico di dirigenti e funzionari pubblici che agiscono in modo malevolo ogni iniziativa di contrasto rischia di essere inefficace

    in risposta a: Competenza e Indipendenza #1875

    Fabio Fasce
    Partecipante

    Decisamente interessante la proposta di audit che io tuttavia demanderei ad un soggetto esterno. Il controllato che nomina i suoi controllori è purtroppo spesso fonte di tacite connivenze.

    in risposta a: DEC: meno liquidatore e più controllore e gestore contabile #1844

    Fabio Fasce
    Partecipante

    Trattasi di proposte che se accolte migliorerebbero di molto la fase esecutiva facendole fare un notevole salto di qualità. Si tratta di buon senso tuttavia spesso è proprio questo a latitare.

    in risposta a: PIANO CREATIVO ANTICORRUZIONE Massimiliano Tricarico #1843

    Fabio Fasce
    Partecipante

    Le proposte del collega sono apprezzabili tuttavia nella mia personale esperienza ho riscontrato approcci assai diversi al lavoro soprattutto su base generazionale. La carenza di posti di lavoro ha portato giovani laureati (anche avvocati) a tentare l’accesso al pubblico impiego. Molte Amministrazioni si trovano con posizioni di vertice occupate da “vecchi funzionari” che sono visti dalle nuove generazioni di dipendenti pubblici come un ostacolo all’innovazione e al miglioramento dell’azione amministrativa.

    in risposta a: Buona Esecuzione implica Formazione e Condivisione #1842

    Fabio Fasce
    Partecipante

    Le proposte della collega sono tutte più che condivisibili in quanto vanno nella direzione di una formazione continua dei soggetti preposti alla fase esecutiva. Ogni amministrazione dovrebbe infatti dotarsi di una squadra di RUP e DEC “consapevoli” dei compiti che essi devono adempiere in base all’incarico ricoperto.


    Fabio Fasce
    Partecipante

    Il piano affronta uno dei temi più delicati che è quello della fase esecutiva. Non ho difficoltà ad “autodenunciarmi” quale soggetto inadempiente in quanto nelle procedure seguite fino ad oggi non sono mai stato in grado di pubblicare nella pagina della trasparenza “un resoconto della gestione” in quanto non mi è stato mai trasmesso dagli uffici che si occupano della fase esecutiva. Ben vengano tutte le proposte finalizzate a migliorare la gestione dei contratti.

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