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  • in risposta a: IOPA! (IO sono la PA) #2401

    Il lavoro di Maurizio e senza dubbio tra i più completi ed esaustivi. Oltre ad alcuni concetti ricorrenti e comuni ad altri piani, ma non per questo meno importanti, ho apprezzato moltissimo la proposta di ribaltamento di prospettiva attraverso piani di formazione volti a incoraggiare azioni positive.
    Proprio questo ribaltamento di prospettiva che passa dalla deterrenza all’azione è auspicabile per accrescere responsabilità e spirito d’iniziativa presso dipendenti e funzionari pubblici… Un aspetto spesso sottovalutato

    in risposta a: SPL Concorrenza ….chi l\'ha vista?….un fantasma #2400

    Il Piano creativo di Barbara tocca un tema di estrema delicatezza: la convivenza spesso difficile tra la normativa in tema di appalti e la necessità di garantire servizi fondamentali, spesso delicati e connotati da un’importanza tale da non poter essere completamente delegati al mercato.
    Le considerazioni espresse circa le disfunzionalità che spesso si celano in un affidamento in-house sono affrontate in action point che coerentemente si focalizzano su obbligo di consultazione del mercato e introduzione di standard qualitativi inderogabili.
    A fronte della mia personalissima esperienza, ritengo comunque corretto e auspicabile formare i dipendenti di un ente pubblico sulle alternative lecite all’appalto, in modo da accrescere la consapevolezza circa gli strumenti alternativi di gestione dei servizi e i confini della loro applicazione

    in risposta a: Misure per stimolare la partecipazione dei dipendenti pubblici #2396

    Condivido la necessità di un maggiore coinvolgimento del “dipendente pubblico medio” nella redazione del Piano Anticorruzione, al fine di farne uno strumento di amministrazione positiva e trasparente.
    A tempo stesso, se la riduzione della redazione del Piano a mero adempimento burocratico è stata ampiamente trattata, il testo di Sara ci offre un focus particolare sul rapporto (spesso inesistente) tra il dipendente medio e il Piano Anticorruzione . L’attività di sensibilizzazione proposta attraverso una serie di action point, non può che offrire un grande contributo in questo senso

    in risposta a: La competenza parte dalla conoscenza #2390

    La mancanza di personale con adeguata formazione è, come sottolineato da Alessandra, un problema fondamentale, sia per la gestione delle procedure di gara che per l’implementazione della normativa ad esse associata in tema di Anticorruzione.
    Mi viene da pensare che la realtà positiva descritta dalla collega, caratterizzata da una collaborazione positiva con altri enti pubblici, rappresenti però l’eccezione più che la regola (e giustamente viene riportata come esempio di best practice).
    Nelle realtà di piccole dimensioni, la formazione è pressoché assente e la situazione aggravata dall’incapacità degli enti di attrarre risorse di alto livello, in quanto l’offerta lavorativa pubblica in molte realtà medio-piccole non è economicamente competitiva per attrarre forti professionalità. Credo che proprio questo punto potrebbe costituire un’ulteriore action plan: è necessario e vitale per la PA attrarre alte professionalità , oggi più che mai dobbiamo trovare nuovi modi per rendere il lavoro pubblico economicamente e socialmente appetibile

    in risposta a: Problemi persistenti. #2389

    Del lavoro di Arcangelo mi ha positivamente colpito l’idea di fondo: lavorare sull’accessibilità del Piano Anticorruzione, connotandolo in modo più “divulgativo” e declinandolo in procedure standardizzate.
    Ad uno sguardo superficiale, tali idee possono apparire scontate, ma credo che il collega con il suo lavoro abbia toccato un nervo scoperto che giustamente riassume in “1500 pagine […] mai lette”.
    Mi permetto di suggerire, oltre al validissimo action plan già proposto da Arcangelo, delle simulazioni di casi reali, tratti vita quotidiana di ogni un ente pubblico, al fine di accrescere la consapevolezza dei dipendenti sui fenomeni corruttivi

    in risposta a: Informare per prevenire #2388

    La riduzione del Piano Anticorruzione ad adempimento burocratico è stata affrontata in molti dei nostri lavori. Mi concentro pertanto sulla parte dedicata al whistleblowing. Andrea nella sua analisi fa giustamente riferimento alla necessità di un cambiamento culturale su questo tema, quanto mai condivisibile e auspicabile. Il whistleblowing rimane effettivamente ancora molto estraneo alla cultura amministrativa italiana. Del resto viviamo in un contesto in cui al whistleblowing sono associati rischi, più che benefici per il segnalatore. In questo senso credo che l’azione 2 costituisca un primo passo decisivo e necessario, ma destinato a dare risultati solo nel medio-lungo periodo

    in risposta a: So cosa serve alla mia Amministrazione! #2387

    Il problema analizzato da Vincenzo è qualcosa che nella mia esperienza lavorativa ho riscontrato sistematicamente. Come ben analizzato dal collega, il rapporto collaborativo fra operatore economico e stazione appaltante porta come risultato gare aggiudicate con una sola offerta presentata, sintomo questo di un sistema quantomeno malato.
    Trovo di grande interesse l’azione correttiva 3, anche se a tempo stesso mi chiedo se il problema di fondo , di più difficile soluzione, non risieda nel fatto che alle piccole amministrazioni mancano sia risorse che know-how per gestire diversamente la definizione delle specifiche tecniche. Mi chiedo se l’aggregazione della domanda possa fornire una soluzione, anche se parziale, al problema analizzato.

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