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dicembre 27, 2019 alle 4:02 pm in risposta a: Aggregazione, professionalità e digitalizzazione: stop alla corruzione #1354
TITOLO: “Aggregazione, professionalità e digitalizzazione: avanti con l’efficienza e stop alla corruzione”
DESTINATARIO: Dipendenti di un’Unione dei Comuni costituita come Centrale di Committenza.
PROBLEMA: Tra i dipendenti pubblici è ancora oggi molto diffusa l’errata convinzione che la corruzione sia soltanto quella prevista e disciplinata dal codice penale.
Spesso, cioè, manca la consapevolezza che la corruzione possa manifestarsi anche sotto forme diverse dalle ipotesi di reato.
Si ha corruzione, infatti, anche in caso di cattiva amministrazione, inefficienza e, quindi, spreco delle risorse pubbliche.
La materia degli appalti, com’è noto, è uno dei settori dove la corruzione si annida con maggior forza.
Le Centrali di Committenza, soprattutto quelle delle piccole realtà territoriali, non sempre dispongono degli strumenti e delle professionalità necessarie per svolgere in maniera adeguata la funzione appalti.
In molti casi vi è la tendenza a svolgere una pluralità di gare molto simili tra loro, senza la ricerca alcuna di forme di aggregazione della domanda.
Il ripetersi di “n” volte delle stesse procedure comporta una sommatoria di molteplici attività analoghe (es. predisposizione documentazione di gara, adempimenti di pubblicità legale, pubblicazione della gara sulla piattaforma telematica, risposte alle richieste di chiarimenti, sedute di gara, redazione verbali, comunicazioni, ecc….); nel contempo, si moltiplica per “n” volte il rischio di errori da parte della CUC.
La mera sommatoria di gare determina, in buona sostanza, un incremento dei costi di processo a scapito della qualità delle prestazioni del personale della CUC che, impegnato a svolgere (nel rispetto delle scadenze imposte dai Comuni) le molteplici attività che ogni procedura di gara comporta, talvolta corre anche il rischio di omettere o ritardare gli adempimenti connessi alla trasparenza.
Occorre, inoltre, considerare che per ogni gara svolta è prevedibile che la CUC e la Stazione Appaltante ricevano quanto meno un’istanza di accesso agli atti di gara; ciò determina la conseguente necessità di dare avvio ad un apposito procedimento amministrativo per ogni istanza ricevuta, non sempre di agevole definizione stante la sussistenza di contrapposti interessi in gioco.
Infine, si deve tener presente che più elevato è il numero delle procedure di gara svolte, maggiore è anche il rischio di contenziosi, con tutte le conseguenze che un giudizio amministrativo può comportare a carico di una Stazione Appaltante in termini di responsabilità, costi e ritardi nella realizzazione del servizio, fornitura o lavoro oggetto dell’affidamento contestato.OBIETTIVI:
Obiettivo 1: Rendere edotti i dipendenti pubblici, compresi quelli di livello dirigenziale, sull’effettivo significato della parola corruzione.
Acquisizione, quindi, della consapevolezza che:
a) la corruzione, in un’accezione amministrativistica, può manifestarsi anche come inefficienza e spreco di risorse pubbliche;
b) le misure di prevenzione della corruzione non costituiscono dei meri “adempimenti burocratici”, ma costituiscono validi strumenti volti a rendere più efficiente ed economica l’azione amministrativa.
Obiettivo 2: Sussistenza di elevati standard di professionalità del personale che opera alle dipendenze di una Centrale di Committenza al fine di garantire la qualità delle prestazioni rese e la massima efficienza nell’uso di fondi pubblici;
Obiettivo 3: Con riferimento alle procedure di gara, incremento dell’efficienza ed efficacia dei processi di acquisto, traducibile in:
– una ottimizzazione del rapporto qualità/prezzo;
– una riduzione dei costi di processo e di approvvigionamento;
– un aumento della sostenibilità ambientale degli appalti, che determini una riduzione di spesa per le Amministrazioni, attraverso la considerazione del dato dell’”intero ciclo di vita del prodotto”.
Creazione di soggetti con maggior potere contrattuale, sempre più distanti dalle logiche corruttive e maggiormente in grado di sopportare i rischi connessi all’innovazione.
Obiettivo 4: Riduzione delle istanze di accesso agli atti e del rischio di contenziosi.AZIONI:
Azione 1 (riferita a obiettivo 1):
– corsi di formazione a carattere teorico-pratico rivolti a tutti i dipendenti (compresi i dirigenti) in materia di prevenzione della corruzione;
– periodiche direttive impartite dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione a tutti i dipendenti dell’Ente su:
a) le modalità per migliorare l’attuazione degli obblighi sulla trasparenza;
b) l’individuazione delle misure di prevenzione della corruzione, da attuare sulla base dei rischi in concreto rilevati;
Scadenza annuale per i corsi di formazione.
Scadenza annuale per le direttive impartite dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione.
Azione 2 (riferita a obiettivo 2):
– Adeguata organizzazione, sia in termini numerici che di professionalità del personale coinvolto. Il capitale umano è, infatti, una risorsa che non può in alcun modo essere sottovalutata, né quantitativamente né qualitativamente.
Soltanto con personale esperto, qualificato e motivato, una Centrale di Committenza può agire in maniera efficiente;
– favorire la sussistenza di competenze multi-disciplinari del personale della CUC;
– costante aggiornamento dei dipendenti mediante partecipazione a corsi di formazione in materia di contratti pubblici;
– strumenti premianti nel processo di valutazione della performance per comportamenti di “buona amministrazione” improntati ad una gestione efficiente delle risorse pubbliche;
– sviluppo di una “struttura di carriera e incentivi volti ad aumentare l’attrattiva della funzione degli appalti pubblici e a motivare i funzionari pubblici a conseguire risultati strategici” (cfr. Raccomandazione della Commissione Europea del 3.10.2017).
Aggiornamento annuale e verifica annuale
Azione 3 (riferita a obiettivi 3 e 4):
– Elaborazione di strategie di aggregazione della domanda pubblica.
Potenziamento dell’utilizzo dell’istituto dell’accordo quadro per realizzare forme di aggregazione della domanda con riferimento ad una singola Amministrazione Comunale oppure a più Amministrazioni Comunali;
– con riferimento alla sostenibilità ambientale, nell’ambito delle gare ad offerta economicamente più vantaggiosa – oltre all’inserimento, obbligatorio per legge, nella documentazione progettuale e di gara delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei CAM (Criteri Ambientali Minimi) – previsione di criteri di valutazione delle offerte, anche diversi da quelli previsti dai CAM, per premiare quelle a ridotto impatto ambientale.
Azione 4 (riferita a obiettivi 3 e 4):
– Il Codice dei Contratti Pubblici, all’art. 40, impone l’utilizzo esclusivo, da parte della Centrale di Committenza, di mezzi elettronici di informazione e comunicazione. La digitalizzazione, come intuibile, semplifica notevolmente la pubblicazione delle procedure di gara e accresce, nel contempo, l’efficacia e la trasparenza delle procedure di appalto, grazie anche alla tracciabilità delle operazioni svolte e alla possibilità, offerta dai mezzi di comunicazione elettronici, di riutilizzo dei dati nonché di riduzione dei costi legati all’informazione e alle transazioni.
L’impiego delle piattaforme telematiche garantisce, inoltre, una parità di trattamento tra gli operatori economici, essendo impedito, dallo stesso sistema telematico, l’esame delle domande di partecipazione e delle offerte prima della scadenza del termine per la loro presentazione nonché qualsiasi forma di alterazione.
In considerazione di quanto sopra, è opportuna la previsione di forme di controllo, ad opera del dirigente competente e del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, sull’effettivo utilizzo in maniera esclusiva da parte del personale della Centrale di Committenza, delle piattaforme telematiche e dei mezzi elettronici di informazione e comunicazione.
Controlli a cadenza semestrale.
Azione 5 (riferita a obiettivi 3 e 4):
– convocazione di un Comitato Tecnico tra i dipendenti della Centrale di Committenza e i Referenti dei Comuni, nel corso del quale, sulla base della programmazione delle gare, valutare, in luogo dello svolgimento della singola procedura di gara, la possibilità di aderire a convenzioni Consip o a gare svolte da soggetti aggregatori (anche nelle ipotesi in cui non sussista un obbligo di adesione);
– valutazione, nel corso della riunione del Comitato Tecnico, in base alla programmazione delle gare, della possibilità di realizzare forme di aggregazione della domanda tra più Amministrazioni Comunali.
Riunioni del Comitato Tecnico a cadenza semestrale.Ho trovato particolarmente interessante la previsione della pubblicazione immediata sul portale istituzionale della Stazione Appaltante, in “Amministrazione Trasparente”, degli atti della procedura di urgenza. Questo modo di procedere può consentire una forma di controllo diffuso che si aggiunge alle verifiche svolte da ANAC a campione o su segnalazione.
Ritengo che un’attenta attività di programmazione del fabbisogno e un’adeguata formazione del personale possano contribuire a limitare il ricorso alle procedure in deroga.novembre 29, 2019 alle 9:17 pm in risposta a: Se la lotta alla corruzione è la domanda, la cultura dell’etica è la risposta #1255Condivido la necessità di diffusione di una cultura dell’etica fin dall’età scolastica così come la necessità di prestare maggior attenzione agli adempimenti sulla trasparenza.
Mi associo, però, a quanto scritto da Davide.
Un regime sanzionatorio più severo potrebbe essere previsto soltanto se le Amministrazioni fossero dotate di un’adeguata organizzazione in termini di risorse umane. Ma così non è.
In caso di carenza del personale (ipotesi molto diffusa soprattutto nelle piccole realtà territoriali) è oggettivamente impossibile riuscire ad adempiere in maniera tempestiva agli obblighi sulla trasparenza, quindi, un inasprimento delle sanzioni in tali casi potrebbe rivelarsi ingiusto.Concordo sull’opportunità che la selezione dei nuovi assunti, che andranno a ricoprire funzioni a maggior rischio corruzione, avvenga tra soggetti particolarmente qualificati e formati nell’ambito di riferimento. In molti concorsi viene infatti richiesta la conoscenza della normativa anticorruzione e del codice deontologico.
La risoluzione di un caso pratico la reputo una prova difficile per soggetti estranei alla Pubblica Amministrazione ma può servire a selezionare i candidati con le miglior attitudini in questa materia.Ho trovato interessanti e innovative le modalità indicate da Francesco per il coinvolgimento di tutto il personale nel processo di formazione del Piano di prevenzione della Corruzione.
Molto utile anche la previsione di un’adeguata pubblicità interna e la realizzazione di un’area sulla intranet aziendale dedicata all’anticorruzione e alla trasparenza, che consentono un confronto continuo tra i vari soggetti coinvolti.
Fondamentale per la realizzazione degli obiettivi proposti è la creazione di un gruppo di lavoro a supporto del Rpct, purtroppo spesso assente nelle piccole realtà territoriali.novembre 29, 2019 alle 8:18 pm in risposta a: Davide contro Golia, ovvero la BUONA AMMINISTRAZIONE “DAL BASSO” #1252Penso che Valentina abbia descritto una realtà comune a tutte le Amministrazioni.
Ritengo anch’io che sia fondamentale il coinvolgimento di tutti i dipendenti nella redazione del Piano di Prevenzione della Corruzione. Questo non solo perché ogni dipendente può apportare un utile contributo ma anche perché sarebbe l’occasione per prendere confidenza con uno strumento di notevole portata ma non sempre conosciuto nei suoi contenuti.novembre 29, 2019 alle 6:07 pm in risposta a: BUONA IN-FORMAZIONE PER UNA BUONA AMMINISTRAZIONE #1249Ho trovato particolarmente interessante la previsione di un’adeguata formazione per i neo-assunti nonché le misure individuate da Loredana per attuarla perché non attengono soltanto ad una formazione passiva, essendo richiesto ai partecipanti di assumere anche un ruolo attivo nel corso dei vari laboratori diretti ad esaminare “casi pratici”.
Salvatore ha posto ben in evidenza che la corruzione, nelle sue varie sfaccettature, può annidarsi anche nella fase antecedente e successiva a quella dell’affidamento.
Non di rado, infatti, nella fase esecutiva, le Stazioni Appaltanti omettono la dovuta vigilanza sulla corretta esecuzione dell’appalto, accontentandosi di prestazioni di qualità inferiore rispetto a quella indicata in sede di offerta, omettendo di applicare le penali previste nel contratto in caso di inadempimento ecc…
Trovo innovativa l’idea di una gestione informatizzata della fase esecutiva; attraverso la tracciabilità di ogni operazione compiuta, potrebbe rivelarsi un valido ausilio per il RUP e il Direttore dell’Esecuzione nonché un efficace strumento di contrasto alla corruzione.
Non credo, però, che sia una misura attuabile in 2/3 anni bensì in tempi più lunghi, anche se spero di sbagliarmi.Anch’io ho trovato molto interessante la duplice veste del dipendente pubblico quale “mittente/destinatario”.
Il pubblico dipendente, infatti, può far tesoro della propria esperienza per diffondere nei cittadini (anche quelli più giovani) la cultura della legalità; allo stesso tempo, dal contatto diretto con l’utenza può ricavare spunti per migliorare il proprio agire.
Pur condividendo gli obiettivi di questo piano, consiglio di specificare maggiormente, sul piano pratico, le azioni per conseguirli.Ho trovato anch’io interessante l’idea della costituzione di una Struttura Ordinativa di Prevenzione della Corruzione a Trasparenza a livello periferico affinché le previsioni del PTPCT non restino solo “sulla carta”.
Condivido le misure individuate da Davide per evitare situazioni di incompatibilità o conflitti d’interesse da parte del Responsabile Areale a livello Regionale; in particolare, mi pare molto efficace la previsione di una durata massima dell’incarico, anche se 3 anni, a mio modo di vedere, è un termine troppo breve.Ho trovato molto innovativa la previsione di corsi di formazione in “Leadership” per i dipendenti in posizione dirigenziale, finalizzati a costruire un team coeso e a motivare i colleghi.
Ritengo, infatti, che la motivazione del personale non dipenda soltanto da strumenti di incentivazione monetaria ma anche dal lavoro dei dirigenti che devono appunto essere in grado di tirar fuori il meglio dai propri dipendenti.Ho trovato particolarmente interessante il coinvolgimento della cittadinanza perché, come è stato già osservato, serve a rafforzare il senso di fiducia nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Ho apprezzato anche l’idea di una formazione del “Vertice politico”, a mio modo di vedere, necessaria affinché l’attività d’indirizzo si traduca nella fissazione, in maniera più consapevole, delle linee generali da seguire e degli scopi da perseguire con l’attività di gestione.novembre 26, 2019 alle 12:44 pm in risposta a: Contrasto ai fenomeni corruttivi nell’ambito fondi strutturali europei #1107Nell’ambito dell’attività di gestione e controllo dei fondi europei e nazionali, vista l’elevata entità delle risorse in gioco, è molto alto il rischio di fenomeni corruttivi.
In un simile contesto, Antonia è riuscita a individuare tutta una serie di azioni che, se attuate, potrebbero ridurre notevolmente questo rischio.
Molto interessante, a mio modo di vedere, è l’attenzione riposta nei confronti del personale esterno che effettua il servizio di assistenza tecnica.
L’applicazione del Codice dei Contratti Pubblici nella fase di scelta del contraente, l’imposizione di cautele tese ad evitare situazioni di conflitto d’interesse e un adeguato monitoraggio della fase esecutiva della prestazione – tutte misure ben evidenziate nel piano – possono, a mio parere, ridurre notevolmente il rischio che il ricorso a soggetti esterni possa favorire il sorgere di fenomeni corruttivi.Il mancato rispetto delle regole e la corruzione sono “figlie” di un certo modo di pensare.
Mi trovo per questo d’accordo con Cinzia quando scrive che occorre “cercare di cambiare il modo di pensare di chi opera dietro le scrivanie pubbliche, ma allo stesso tempo occorre agire anche su chi si accomoda sulla sedia di fronte”.
Concordo anche sul fatto che gli strumenti previsti dal nostro ordinamento giuridico per combattere il fenomeno corruttivo non siano sufficienti ad arginare il fenomeno del malaffare.
Ben venga, quindi, una campagna di informazione e sensibilizzazione dei pubblici dipendenti – portata avanti con messaggi semplici e diretti – sul fenomeno corruttivo.novembre 26, 2019 alle 8:24 am in risposta a: Il Dipendente Unito e la poca conoscenza del PTPCT #1080Ho trovato particolarmente interessante la previsione di una comunicazione periodica effettuata tramite newsletters, finalizzata ad assicurare un continuo aggiornamento del personale.
Affinché tale strumento possa raggiungere il proprio scopo, però, è necessario poter contare su un approccio responsabile da parte del personale coinvolto, in modo tale che le newsletters non restino relegate tra la “posta da leggere”.
Molto importante, secondo me, è anche la previsione della costituzione di un gruppo di lavoro per la Trasparenza e Anticorruzione perché può rivelarsi un valido strumento di ausilio per il RPCT. -
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