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novembre 26, 2019 alle 7:35 am in risposta a: Come essere un buon dipendente pubblico: consapevolezza del contesto lav #1077
Anche a mio modo di vedere si tratta di un piano molto efficace e attuabile.
Sebbene il PTPCT costituisca il principale strumento di prevenzione della corruzione di ogni Ente, non di rado accade che i dipendenti non ne conoscano il contenuto, vuoi perché non coinvolti nel procedimento di formazione dello stesso, vuoi per assenza di una loro iniziativa in tal senso.
Ecco perché particolarmente utile è la previsione, contenuta in questo piano, di una giornata di formazione diretta a illustrare il contenuto del PTPCT di Ateneo.
Altrettanto importante è la previsione di una giornata di formazione sui temi dell’incompatibilità, inconferibilità e conflitto d’interessi, tematiche non sempre conosciute dai pubblici dipendenti in tutta la loro portata.Condivido l’opportunità di istituire un Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza in ogni Stazione Appaltante – con dipendenza tecnica dal RPCT del Ministero della Difesa – e, quindi, di prevedere un sistema di PTPCT “periferici”.
In questo modo, si favorisce lo sviluppo e l’attuazione di misure di prevenzione della corruzione più attinenti ai diversi livelli di Amministrazione.
Ritengo che una costante attività informativa da parte dei RPCT delle singole Stazioni Appaltanti possa, inoltre, offrire utili elementi e riscontri al RPCT del Ministero per la formazione e l’aggiornamento del PTPCT “centrale”.
Per quanto attiene la questione della rotazione, potrebbe essere utile il ricorso a procedure aperte anche in caso di sotto-soglia; in questo modo, il gestore uscente potrà partecipare alla procedura di gara ma entrerà in competizione con tutti gli operatori economici che presenteranno offerta e, a quel punto, vincerà l’offerta migliore.novembre 23, 2019 alle 6:37 pm in risposta a: La corruzione! Fenomeno diffuso dell’oggi ma anche del domani? #1044Condivido l’importanza di una educazione dei bambini e ragazzi al rispetto della legalità e il riconoscimento del ruolo fondamentale che, in questo, riveste la scuola.
Mi pare che in questo piano siano state individuate davvero tante modalità originali e coinvolgenti per far capire ai ragazzi non solo cosa sia la corruzione ma anche il nesso intercorrente tra l’osservanza dei doveri e l’esercizio dei diritti.Anche a mio modo di vedere si tratta di un piano ben costruito che offre molti spunti per assolvere al meglio agli obblighi di pubblicità e trasparenza.
Anch’io ritengo che sarebbe davvero importante riuscire a far comunicare le banche dati citate in modo da dare effettiva attuazione al “principio di unicità dell’invio” ed evitare così di dover inserire più volte gli stessi dati.
Condivido, inoltre, l’impostazione del piano di dare risalto all’obbligo di utilizzo delle piattaforme telematiche per la gestione delle procedure di gara perché, oltre a consentire una tracciabilità e conservazione dei dati, ne escludono ogni possibilità di alterazione.
Per quanto attiene la documentazione di gara, anch’io ritengo che le piattaforme telematiche ne rendano più agevole la conoscibilità; con riferimento alle offerte tecniche, però, io sarei più propensa a non renderle direttamente accessibili da parte dei concorrenti (continuerei, quindi, a subordinarne il diritto di accesso alla presentazione di un’apposita istanza), essendo coinvolti interessi contrapposti.
Sempre con riferimento alla fase di gestione della gara, rifletterei anche sull’opportunità di aggiungere due parole al discorso dell’introduzione degli incentivi economici in favore dei Commissari di gara, in modo da delineare il rapporto tra questi incentivi e i compensi previsti dal Decreto del M.I.T. del 12 febbraio 2018.Davide, a noi non è mai capitato un caso simile quindi non sono in grado di darti una risposta immediata; dovrei prima fare ricerche sul punto. Se in fase di gara un Consorzio indica una determinata consorziata esecutrice, e la stessa consorziata esecutrice viene successivamente indicata dall’aggiudicatario (che non è il Consorzio) come parte di un sub-contratto per una prestazione secondaria, io ho dei dubbi che possa essere disposta l’esclusione per turbata libertà degli incanti.
Io, comunque, valuterei anche la possibilità di applicare l’art. 105, co. 12.Anche a mio modo di vedere un unico P.T.P.C. (peraltro di oltre 1500 pagine) si rivela uno strumento di difficile consultazione e attuazione.
Quindi, ben venga la previsione di una decentralizzazione della redazione dei P.T.P.C. che tenga conto delle caratteristiche di ogni macro-area.
Per quanto attiene il procurement, io affiancherei alla previsione di un albo fornitori quella di un Regolamento che disciplini gli aspetti più rilevanti degli affidamenti sotto-soglia, quali ad esempio i criteri di scelta dei soggetti da invitare e le modalità di svolgimento dei controlli sui requisiti dichiarati.Condivido l’impostazione del piano di porre rimedio a gestioni poco efficienti e trasparenti implementando, innanzitutto, la formazione del personale e rafforzando i processi di comunicazione interna.
A mio avviso, una delle condizioni essenziali per il miglioramento dell’efficienza di un Ente, è quella di poter disporre di un’adeguata organizzazione delle risorse umane. Per questo, ritengo che sia particolarmente utile la previsione di un URP on line che, nel potenziare la comunicazione con l’utenza, possa anche farsi carico di una parte delle mansioni svolte dal personale attualmente in servizio che, da quanto ho potuto capire, sta operando in condizioni di sovraccarico di lavoro.novembre 19, 2019 alle 2:47 pm in risposta a: VERSO UNA DIMENSIONE EVOLUTIVA DELLA ROTAZIONE NELLA P.A. #1000Condivido l’impostazione di cercare di incentivare il più possibile una rotazione su candidatura in modo tale da tener conto delle attitudini e capacità professionali dei dipendenti.
Io rifletterei sull’opportunità di specificare espressamente nel piano che la rotazione non riguarderà unicamente i dirigenti e funzionari che presenteranno la propria candidatura per ricoprire una posizione in un altro Ufficio bensì tutto il personale coinvolto nella rotazione obbligatoria; questo per evitare l’errata convinzione che sia sufficiente non presentare candidature o altre analoghe iniziative, per sottrarsi al processo di rotazione in questione.Questa tematica l’avevo proposta io.
Mi pare opportuno specificare meglio quelli che sono i punti maggiormente controversi in modo da avviare un confronto su profili specifici.
Quello che i Sindacati ci chiedono con maggior frequenza è:
1) l’indicazione nel bando di gara del contratto collettivo che dovrà essere applicato dall’aggiudicatario;
2) previsione di un obbligo incondizionato, a carico dell’aggiudicatario, di riassorbimento di tutto il personale impiegato nell’appalto.
L’indirizzo seguito dal nostro Ufficio è quello di non poter riportare nel bando di gara l’indicazione analitica del contratto collettivo che dovrà essere applicato dall’aggiudicatario; a nostro modo di vedere, questa previsione, laddove inserita, potrebbe addirittura costituire motivo di impugnazione immediata del bando di gara da parte di quegli operatori economici che applicano un contratto collettivo diverso (sia pure pertinente con l’oggetto dell’appalto).
Per quanto riguarda l’obbligo di riassorbimento di tutto il personale attualmente impiegato dell’appalto, secondo noi occorre armonizzare la clausola sociale con la libertà di iniziativa economica e di autorganizzazione aziendale.
In pratica, fermo restando la necessità di salvaguardare nel miglior modo possibile il livello occupazionale, non si può obbligare l’aggiudicatario che presenta un’organizzazione aziendale già completa (oppure, addirittura, con esubero di personale) a riassorbire tutti i dipendenti impiegati nell’appalto almeno che non sussista la possibilità di ricollocarli nell’esecuzione di questo appalto o di altri contratti che l’aggiudicatario ha in corso.
In pratica, si pone a carico dell’aggiudicatario un obbligo di assunzione “in via prioritaria” del personale tutelato dalla clausola sociale, compatibilmente con la propria organizzazione aziendale.
Nelle vostre Amministrazioni, come viene gestita la clausola sociale?novembre 10, 2019 alle 8:28 am in risposta a: CENTRALIZZAZIONE ACQUISTI E PREVENZIONE CORRUZIONE DA MALADMINISTRATION #987Mi riaggancio al mio precedente commento per integrarne e chiarirne meglio il contenuto.
Il riferimento al sopra-soglia – formulato solo come spunto di riflessione – si riferisce a quelle ipotesi in cui, attraverso l’aggregazione delle gare sotto-soglia dei diversi settori, si finisca per superare gli importi indicati all’art. 35 del Codice. Potrebbe esser utile, a mio modo di vedere, che l’ufficio centralizzato potesse svolgere anche queste procedure. Il tutto presuppone, però, la possibilità di affiancare al MEPA altra piattaforma telematica.
Questo piano proposto da Tina mi è piaciuto molto perché credo che possa dare una svolta, in termini di efficienza, alla gestione degli acquisti di un Ente.
Particolarmente utile è anche la previsione dell’attività di centralizzazione dei controlli perché può evitare lo svolgimento, da parte di più Uffici di uno stesso Ente, delle verifiche sul possesso dei requisiti di un medesimo operatore economico, determinando così un risparmio di attività.novembre 9, 2019 alle 6:43 pm in risposta a: CENTRALIZZAZIONE ACQUISTI E PREVENZIONE CORRUZIONE DA MALADMINISTRATION #986Condivido pure io l’opportunità che all’interno di un’Amministrazione venga costituito un ufficio centralizzato per la gestione delle gare – formato da persone qualificate – capace di realizzare forme di aggregazione della domanda e ridurre, così, anche i fenomeni di maladministration.
Mi sorge una domanda: se questo Ufficio è dotato di un’adeguata organizzazione e di adeguate professionalità, perché limitarne le competenze solo al sotto-soglia e non estenderle anche al sopra-soglia con tutti i vantaggi ivi connessi?Anche secondo me è importante garantire la concorrenza ma concordo pure con quanto affermato da Cinzia; alla fine, conta la qualità della prestazione che viene offerta ai cittadini e il rispetto, da parte dell’aggiudicatario, dei costi e tempi pattuiti.
Se il gestore uscente ha dimostrato affidabilità, puntualità, qualità nelle prestazioni, ecc…. perché non si dovrebbe dargli la possibilità di partecipare alla nuova gara e di confrontarsi con altri operatori?
A quel punto vincerà l’o.e. che ha presentato l’offerta migliore.
E’ vero che è possibile derogare al principio di rotazione in alcuni casi (ovvero con adeguata motivazione o ricorrendo a procedure ordinarie o comunque aperte al mercato, senza limitazione dei soggetti da invitare) ma non sempre è agevole percorrere queste vie.
A volte, infatti, può essere preferibile ricorrere a una procedura negoziata, con estrazione dei soggetti da invitare tra coloro che hanno manifestato interesse.
Per me sarebbe auspicabile che un domani il principio di rotazione venisse limitato solo agli affidamenti diretti “secchi”, quelli cioè che avvengono senza previa consultazione di due o più operatori economici.
In questo caso è chiaro che l’affidamento diretto in favore del solito soggetto deve essere giustificato da una forte motivazione.
In tutte le altre ipotesi, però, laddove cioè vi è un confronto concorrenziale, è la stessa gara tra operatori economici che farà emergere l’offerta migliore; quindi, mi sembrerebbe opportuno consentire anche al gestore uscente di parteciparvi, senza dover subordinare il suo invito ad una motivazione stringente.Confermo quanto già scritto da Tina.
Utili indicazioni al riguardo sono contenute nelle Linee Guida Anac n. 4 al paragrafo 5.1.6.
A mio modo di vedere, il problema maggiore che le Amministrazioni si trovano ad affrontare nel momento in cui decidono di dotarsi di un elenco di o.e. è il controllo preventivo sul possesso dei requisiti dichiarati.
Buona norma sarebbe quella di effettuare, prima dell’iscrizione nell’elenco, un controllo sul possesso di tutti i requisiti (generali e speciali) dichiarati dall’operatore economico.
Nella pratica, però, non è possibile farlo in quanto:
– trattandosi di elenchi “aperti”, è possibile l’iscrizione senza limiti temporali e il numero delle richieste può essere anche elevato;
– la verifica sul possesso dei requisiti richiede parecchio tempo per svolgerla;
– ogni 6 mesi i controlli dovrebbero essere ripetuti (perché scadono).
Fermo restando che non è pensabile riuscire a svolgere tutti i controlli preventivi su tutti i soggetti che richiedono di iscriversi, secondo me, forse una soluzione potrebbe essere quella di dotarsi di un Regolamento che individui delle modalità di svolgimento meno gravose.
Esempio:
– potrebbe essere previsto un controllo periodico a campione;
– oppure i controlli potrebbero essere limitati solo ai soggetti di volta in volta invitati;
– oppure potrebbe essere prevista la consultazione del casellario ANAC e la verifica del DURC (che sono di consultazione pressoché immediata) al momento della richiesta di iscrizione, rinviando gli ulteriori controlli in caso di aggiudicazione.Ciao a tutti, a me interesserebbe approfondire qualche aspetto dell’aggregazione della domanda, magari in rapporto con la sostenibilità ambientale.
Diego, secondo me è possibile; anzi, sarebbe una buona prassi condividere tra Amministrazioni le risultanze dei controlli in modo da risparmiare tempo ed energie. A noi, infatti, è capitato che qualche Stazione Appaltante ci abbia chiesto, in un’ottica di collaborazione, l’esito dei controlli effettuati sull’operatore economico aggiudicatario.
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