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Condivido appieno l’idea di snellire il piano che altrimenti risulterebbe poco utile e poco orientato verso le finalità che dovrebbe perseguire.
In effetti, anch’io, come fa notare Palma, trovo curiosa la nomina di un RUP per ogni fase.
Per quanto riguarda i rischi nella fase della progettazione ed in quella dell’esecuzione, mi sembra utile l’idea di istituire un “albo di progettisti” e di procedere alla rotazione dei RUP: magari queste azioni non saranno la soluzione a tutti i mali ma sicuramente limiterebbero la commistione tra progettista ed operatore economico.
Interessante l’idea di informatizzare la fase del controllo dell’esecuzione per i servizi e le forniture anche se sicuramente non potrebbe essere attuata in tempi brevi e dovrebbe essere molto ben studiata.novembre 25, 2019 alle 5:11 pm in risposta a: Se la lotta alla corruzione è la domanda, la cultura dell’etica è la risposta #1073La diffusione della cultura dell’etica nelle scuole è un passo fondamentale per favorire la crescita delle nuove generazioni con valori improntati alla legalità e correttezza “a tutto tondo”. A mio parere fin dalle scuole primarie (se non anche dalle scuole dell’infanzia) è possibile indirizzare i bambini di oggi (adulti di domani) verso una cultura etica. Questo si collega con il secondo obiettivo che si pone Serena: “istruire” le nuove generazioni permetterà in futuro anche un maggiore controllo da parte della cittadinanza. Purtroppo per realizzare ciò ci vorranno anni. Nel frattempo bisogna insistere sulla corretta pubblicazione da parte delle pubbliche amministrazioni di tutti i documenti che devono essere resi pubblici, rendendoli anche facilmente accessibili alla cittadinanza.
L’introduzione di meccanismi premianti per i dipendenti pubblici potrebbe incentivare il “buon operato” del pubblico dipendente anche se, a mio avviso, non in modo così sostanziale (“chi razzola male” continuerà purtroppo a farlo indipendentemente dall’esistenza o meno di fattori premianti).Ritengo utile l’idea di istituire un Responsabile per la prevenzione della corruzione e la redazione di un PTPC per ciascuna stazione appaltante (questione che ho anche affrontato con Federico relativamente al suo piano).
La creazione di una rete tra Responsabili per la prevenzione della corruzione con incontri quadrimestrali darebbe indubbiamente un valore aggiunto a ciascun partecipante e di conseguenza permetterebbe di migliorare la redazione dei piani ed il modo di affrontare nella pratica i rischi connessi ai fenomeni corruttivi.novembre 25, 2019 alle 4:29 pm in risposta a: Contrasto ai fenomeni corruttivi nell’ambito fondi strutturali europei #1070Antonia lavora in un ambito molto particolare e che richiede moltissima attenzione e qualificazione del personale coinvolto. Concordo con la separazione dell’attività di Audit dalle altre attività: la collocazione in posizione di staff è sicuramente quella ottimale per evitare commistioni tra le varie funzioni. L’ampliamento della struttura amministrativa dedicata allo svolgimento di tali attività è senza dubbio un altro obiettivo da perseguire: il rischio di avere una struttura numericamente insufficiente è che i controlli vengano effettuati con non sufficiente accuratezza.
Concordo sulla necessità di “spacchettare” l’attuale piano che da quanto posso capire risulta poco calato nella realtà delle singole forze armate e probabilmente di scarsa utilità, viste le sue dimensioni. Mi chiedo se possa essere utile eventualmente distinguerlo anche per tipologia di forza armata oppure no.
Condivido la proposta di rotazione del Capo servizio amministrativo al fine di evitare il crearsi di posizioni che possano dare luogo a fenomeni di maladministration.novembre 25, 2019 alle 3:24 pm in risposta a: CENTRALIZZAZIONE ACQUISTI E PREVENZIONE CORRUZIONE DA MALADMINISTRATION #1065Ritengo molto costruttiva la costituzione di un ufficio che si occupi delle procedure sotto soglia: le problematiche e gli sprechi (in termini di personale dedicato e di moltiplicazione delle procedure) evidenziati dalla collega potrebbero effettivamente essere superati grazie a questa proposta. Anche l’idea di accentrare i controlli porterebbe indubbiamente dei vantaggi: è illogico che diversi settori di una stessa amministrazione procedano autonomamente alla verifica del possesso dei requisiti.
Le tempistiche per attuare queste proposte sicuramente non potranno essere celeri ma porterebbero indubbiamente molti vantaggi (sia in termini economici che di qualità delle prestazioni) all’amministrazione comunale.Nonostante il problema sollevato esiste, ho qualche perplessità sulla proposta di sottoporre ad iter le procedure di urgenza, in quanto proprio perchè urgenti, devono essere più “libere” ed immediate. Concordo su quanto proposto da Gianpaolo, su un controllo mirato degli atti a posteriori, con relativa applicazione di sanzioni nel caso in cui si verifichino situazioni di anomalia.
novembre 22, 2019 alle 2:49 pm in risposta a: Il Dipendente Unito e la poca conoscenza del PTPCT #1036Mi piace l’idea del piano di formazione, che ritengo di fondamentale importanza, e anche la costituzione del gruppo di lavoro, che potrebbe anche essere coinvolto nella formazione del piano.
Partendo da un caso pratico, l’argomento che vorrei approfondire è come poter realizzare una efficace analisi di mercato per individuare la migliore procedura da adottare e per redigere i documenti di gara.
Tutti i gruppi convergono verso l’idea che la comunità dovrebbe rappresentare un luogo dove potersi confrontare, condividendo con gli altri casi pratici, informazioni e modalità di operare. Se si riuscirà a raggiungere questo obiettivo, la comunità potrà essere uno strumento di grande utilità per tutti.
Credo che Valentina abbia centrato come accorpare gli argomenti.A mio avviso i punti salienti sono:
– trasparenza
– formazione continua e specifica dei funzionari
– innovazione dell’organizzazioneCiao! Anch’io sono interessata all’argomento proposto da Gianpaolo (anche perchè mi è appena capitato un caso analogo). Se una ditta è affidabile e ha dimostrato di lavorare bene, le si potrebbe rinnovare l’incarico (ovviamente con motivazione dettagliata) senza violare il principio di rotazione? Inoltre, legandomi a quanto scritto da Francesco, quale potrebbe essere il metodo migliore per poter creare un elenco di operatori economici?
Ciao a tutti! Sono Loredana Ottaviani e sono un funzionario dell’Agenzia delle Entrate. Da circa tre anni mi occupo di seguire procedure di gara sul Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione. Mi sono iscritta al Master per accrescere la mia conoscenza e competenza sul mondo degli appalti pubblici (fino a tre anni fa a me totalmente sconosciuto) e per acquisire nozioni sulle procedure di gara sopra soglia, che, per l’Agenzia delle Entrate, sono gestite solo a livello centrale (Roma).
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