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  • in risposta a: Operazione coinvolgimento. #1279

    Manuela Dagnino
    Partecipante

    Ritengo che il Piano proposto da Francesco sia molto interessante e originale. In particolare, il ricorso alla formazione meno “convenzionale”, nota come World Café , può essere un momento importante di arricchimento che dovrebbe essere organizzato a mio parere secondo certi criteri, mettendo a confronto dipendenti con problemi e interessi comuni. Naturalmente bisognerebbe incentivare il personale a parteciparvi riconoscendo crediti formativi maggiori ed elaborare dei documenti di sintesi delle buone pratiche.

    in risposta a: AMMINISTRARE "in" TRASPARENZA #1278

    Manuela Dagnino
    Partecipante

    Il coinvolgimento dei cittadini nella programmazione è sicuramente condivisibile come strumento di democrazia e di trasparenza anche se non facilmente attuabile nelle realtà di grandi dimensioni.
    Si dovrebbero individuare strumenti sulla falsariga del dibattito pubblico riferiti non solo alle grandi opere per consultare le comunità locali.


    Manuela Dagnino
    Partecipante

    L’ambito di gestione e controllo dei fondi europei è molto delicato sotto il profilo dei rischi di fenomeni corruttivi considerato il consistente ammontare. Trovo molto interessante la proposta di collocare l’Autorità di Audit in una posizione di staff o di diretto riporto ai vertici di riferimento dell’Amministrazione, che garantisca l’indipendenza della stessa dall’Autorità di Gestione e di Certificazione. Infatti, non tutti i paesi membri hanno scelto di collocare le tre autorità nell’ambito della stessa struttura organizzativa, scelta che già di per sé rappresenta un rischio che richiede accorgimenti a garanzia della separazione delle funzioni.

    in risposta a: "La migliore prevenzione è la formazione" #1276

    Manuela Dagnino
    Partecipante

    Trovo interessante il piano proposto da Nicoletta. In particolare, ritengo che il piano anticorruzione possa essere utilizzato come strumento di programmazione concreta e di monitoraggio della rotazione effettiva del personale. Inoltre, condivido pienamente l’esigenza di inserire tra le prove concorsuali la disciplina sulla prevenzione della corruzione e la disciplina sulla “Leadership”. Purtroppo i corsi di formazione proposti dalla SNA non approfondiscono tale materia e in effetti, al di là delle conoscenze e delle competenze in ambito giuridico, economico e contabile che sono oggetto delle prove concorsuali, le doti organizzative e motivazionali (non sempre sono “innate”) potrebbero acquisirsi durante il percorso formativo propedeutico all’assegnazione dell’incarico dirigenziale con una formazione specifica.

    in risposta a: Controlliamo tutti, controlliamo meglio #1275

    Manuela Dagnino
    Partecipante

    Condivido pienamente la proposta di creare dei piani specifici adeguandoli alla realtà effettiva e tenendo conto delle criticità e dei rischi dell’amministrazione anche mediante un coinvolgimento del personale.
    Trovo interessante l’idea di potenziare i controlli nella fase di esecuzione del contratto e ritengo che si potrebbe istituire un nucleo ispettivo che proceda a controlli a campione in tal senso (si potrebbe anche utilizzare il personale dei Servizi Ispettivi della Finanza Pubblica della Ragioneria Generale dello Stato come ha fatto spesso l’ANAC).

    in risposta a: TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI #1270

    Manuela Dagnino
    Partecipante

    Condivido l’impostazione del piano e ritengo pienamente condivisibile l’azione 1 volta ad introdurre meccanismi premiali ed ad eliminare ogni forma di automatismo anche nell’attribuzione dei premi individuali (che spesso vengono riconosciuti sempre agli stessi dipendenti oppure “a rotazione” senza concrete differenziazioni nei giudizi). Tuttavia si tratta di un’azione difficile da attuare perché spesso bisogna fare i conti con interferenze esterne (es. sindacati ) o con meccanismi interni difficili da spiegare (solidarietà con colleghi meno performanti e forme di resistenza).
    Il dirigente non sempre dispone di adeguati strumenti di misurazione del lavoro svolto (il numero di pratiche espletate non è elemento sufficiente) e spesso premiare i migliori demotiva ancora di più coloro che danno un apporto ridotto.
    Ritengo che meccanismi di controllo esterno(es. commissioni di valutazione esterne) e la creazione di indicatori fissi e di riferimenti certi renderebbero più agevole tale percorso.

    in risposta a: piano di prevenzione dei rischi #1266

    Manuela Dagnino
    Partecipante

    Il piano è molto completo e dettagliato.
    Ritengo che potrebbe essere molto utile applicare a realtà amministrative differenti il sistema di monitoraggio del rispetto dei tempi procedimentali.

    in risposta a: BUONA IN-FORMAZIONE PER UNA BUONA AMMINISTRAZIONE #1265

    Manuela Dagnino
    Partecipante

    Ritengo molto utile l’attività formativa proposta per i neo assunti e per il restante personale al fine di consolidare una cultura della legalità e di rendere maggiormente consapevoli i dipendenti pubblici sui comportamenti a rischio. Sarebbe utile utilizzare gli esiti dell’esame dei casi pratici di illeciti o di comportamenti non corretti per predisporre un documento contenente i rischi e le misure adottate che possa servire per l’aggiornamento annuale del nuovo piano anticorruzione.


    Manuela Dagnino
    Partecipante

    Condivido pienamente l’impostazione del piano ed in particolare l’azione 2 intesa ad implementare la trasparenza mediante un maggiore coinvolgimento dei cittadini nell’esercizio di forme di controllo diffuso. Ritengo che tali forme di controllo diffuso possano essere utilizzate come indicatori di maladministration ma anche in sede di valutazione dei comportamenti e dell’operato dei pubblici dipendenti (cfr. Azione 3).

    in risposta a: UN P.T.P.C. è POCO E DUE NON SONO TROPPI. #1263

    Manuela Dagnino
    Partecipante

    Condivido pienamente l’iniziativa, considerato che un piano così ampio e di difficile consultazione è poco attuabile. Pur non conoscendo a fondo la realtà del Ministero della Difesa, ritengo che il “secondo piano” debba tenere conto della suddivisione in macro-aree ma anche della realtà specifica al quale il piano si riferisce. Peraltro, l’iniziativa mi sembra coerente con l’impossibilità di delegare la predisposizione del Piano anticorruzione ad un consulente esterno privo delle conoscenze specifiche del contesto e dei rischi.

    in risposta a: NOI SIAMO OCEANO #1262

    Manuela Dagnino
    Partecipante

    Concordo pienamente con l’idea di scambiare i ruoli tra mittente e destinatario per creare quell’empatia e capacità di risolvere i problemi che spesso manca nel dipendente pubblico, rendendo così un servizio più snello ed efficiente.
    Ciò richiederebbe evidentemente un maggiore contatto tra pubblica amministrazione e società , come indicato nell’obiettivo 2 che prevede la collaborazione dei dipendenti pubblici con gli agenti del territorio al fine di contribuire alla formazione dei giovani. In un’ottica di amministrazione pubblica “aperta” si potrebbero organizzare dei momenti di confronto con studenti del liceo, studenti universitari, giovani neo assunti e personale pubblico dotato di esperienza per individuare soluzioni innovative e più efficienti.

    in risposta a: UN PIANO PER UNO NON FA MALE A NESSUNO #1053

    Manuela Dagnino
    Partecipante

    Concordo pienamente sulla necessità di predisporre un piano anticorruzione per ogni singola stazione appaltante riferito alla realtà specifica e ai rischi e alle criticità locali, problema che riscontro anche presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha un piano unico che esamina le criticità dei singoli Dipartimenti.
    Con riferimento in particolare all’azione riferita a obiettivo 3) “Costituzione e continua pubblicità dell’albo fornitori in modo da massimizzare la probabilità di riuscire ad attuare una concreta rotazione degli operatori economici ( con l’obiettivo di arrivare a non invitare più alla procedura di gara la Società uscente), riscontro la difficoltà presso la mia amministrazione di procedere ad un’adeguata azione di trasparenza e pubblicità. Infatti, la stazione appaltante non effettua la pubblicazione dei dati della gara sul proprio sito ma tale attività è demandata al Ministero che, in quanto erogatore delle risorse finanziarie, procede alla pubblicazione sul sito delle procedure di gara effettuate a livello centrale e a livello periferico in tutta Italia.
    Ciò rende difficilmente individuabili e consultabili i dati pubblicati.


    Manuela Dagnino
    Partecipante

    Ritengo che la proposta di costituzione di un ufficio centralizzato per la gestione delle gare sia molto valida, utile e realizzabile. Si potrebbe pensare ad un primo step di costituzione di un ufficio per i contratti di importo inferiore alle soglie comunitarie ad uno step successivo di implementazione dell’ufficio per la realizzazione di gare sopra soglia ovvero alla costituzione di una sezione separata con personale specializzato.

    in risposta a: VERSO UNA DIMENSIONE EVOLUTIVA DELLA ROTAZIONE NELLA P.A. #1051

    Manuela Dagnino
    Partecipante

    In base alla mia esperienza, anche in presenza dei presupposti, la rotazione di incarichi tra preposti o dirigenti è difficile da attuare perché nella pubblica amministrazione vi è scarsa flessibilità e poca apertura al cambiamento a tutti i livelli. Mi sembra dunque che le misure proposte possano rivelarsi efficaci, facendo una programmazione delle rotazioni e mettendo in atto le azioni propedeutiche necessarie di affiancamento e formazione mediante un coinvolgimento di tutto il personale. Potrebbe essere opportuno riconoscere un premio a coloro che allo scadere del triennio si rendono disponibili per la rotazione.


    Manuela Dagnino
    Partecipante

    Ritengo il piano proposto da Ilaria potenzialmente molto efficace e incisivo e ben congegnato.
    Con riferimento all’OBIETTIVO 2: “Sussistenza di elevati standard di professionalità del personale che opera alle dipendenze di una Centrale di Committenza al fine di garantire la qualità delle prestazioni rese e la massima efficienza nell’uso di fondi pubblici”, condivido, in considerazione dell’elevato tecnicismo e della complessità e delicatezza della materia dei contratti pubblici, la necessità di introdurre strumenti premianti e incentivi volti a motivare funzionari pubblici spesso chiamati ad interpretare una normativa complessa e ambigua e a compiere scelte e valutazioni discrezionali con conseguenti elevate responsabilità.

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