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gennaio 11, 2021 alle 5:49 pm in risposta a: La corruzione e la “maladaministration” all’epoca dell’e-procuremet. #1826
La sensibilizzazione dell’opinione pubblica è sicuramente un obiettivo molto ambizioso da raggiungere tenuto conto che necessariamente si rivolge a soggetti con cultura e professionalità differenti. Essa è tuttavia imprescindibile per fare in modo che i cittadini possano correttamente valutare l’operato della pubblica amministrazione.
Non condivido invece il fatto di legare eventuali premialità al giudizio dell’utenza. Se è vero che l’obiettivo finale al quale deve aspirare l’attività della PA dovrebbe essere la soddisfazione dell’interesse pubblico è vero anche che a volte la tendenza è quella di accogliere con poco favore i cambiamenti. In altre parole un funzionario potrebbe fare una procedura ineccepibile ma il risultato finale potrebbe non essere soddisfacente per l’utenza finale vuoi per scelte strategiche che non dipendono dal dipendente, vuoi per ragioni che dipendono dal comportamento dell’aggiudicatario, vuoi dal fatto che l’utenza finale potrebbe essere variegata o non in possesso degli strumenti per valutare correttamente la bontà o meno di un progetto. Si pensi a tutte le innovazioni in ambito informatico che spesso si scontrano ad es. con la “pigrizia” degli utenti finali di imparare ad utilizzare un nuovo applicativo o coinvolge persone particolarmente restie all’utilizzo di procedure informatizzate. Considerare come risultato dell’azione del dipendente pubblico la soddisfazione dell’interesse pubblico è veramente ciò a cui tende la normativa o in questo caso l’obiettivo dovrebbe essere quello di avere, a monte, una procedura corretta, “pulita” ed adeguata prescindere dalla soddisfazione dei destinatari?
Condivido invece l’obiettivo di migliorare la qualità etica dei dipendenti in fase di concorso. Potrebbe essere interessante introdurre come obbligatoria in tutti i concorsi pubblici la materia “deontologia del dipendente pubblico”.gennaio 11, 2021 alle 5:39 pm in risposta a: AGGREGARE LA DOMANDA DEGLI Istituti Zooprofilattici Sperimentali #1824Del piano predisposto dalla collega Maria Luisa ho apprezzato l’analisi puntuale del contesto e la capacità di proporre soluzioni concrete che consentirebbero di ottenere dei risparmi di spesa. In effetti il piano, essendo calato su una realtà specifica, potrebbe portare dei risultati apprezzabili.
gennaio 11, 2021 alle 5:37 pm in risposta a: “La fase di gestione contrattuale….terra di nessuno?” #1823La tematica affrontata dalla collega è molto ampia. Quella esecutiva anche se rappresenta l’ultima fase dell’iter procedurale è forse in realtà uno dei momenti più importanti. L’assunto da cui a mio avviso tutti dovremmo partire, sia come cittadini sia come dipendenti pubblici è che le risorse utilizzate dalla pubblica amministrazione sono in tutto e per tutto “soldi nostri” e come tali dobbiamo farci garanti del fatto che non vengano spesi male o sprecati. Il monitoraggio della fase esecutiva, proprio in ragione della necessità di disporre di adeguate competenze relative all’oggetto del contratto, viene spesso demandato al personale tecnico che lo considera però come un mero adempimento amministrativo e se ne occupa con un discreto fastidio. Di fondamentale importanza, proprio come sottolinea la collega, è supportare il personale attraverso la predisposizione di check list e modelli da poter utilizzare. Potrebbe a mio avviso essere utile anche andare a spiegare in maniera puntuale ai DEC/RUP come predisporre la documentazione in maniera tale che, in caso di contenzioso, l’amministrazione possa disporre di adeguati strumenti per tutelare la propria posizione. Dal punto di vista del personale coinvolto nel monitoraggio molto spesso sono previsti degli incentivi per il collaudo, per l’esercizio della funzione di dec e per il personale amministrativo di supporto al dec. Al fine della liquidazione degli incentivi sarebbe opportuno prevedere degli indicatori che riguardino la produzione di tutta la documentazione da cui si possa evincere il corretto esercizio dei compiti di monitoraggio.
Anche l’idea di dare pubblicità ai costi e coinvolgere in alcuni casi la popolazione attraverso l’utilizzo di piattaforme pubbliche potrebbe essere, in alcuni settori, un sistema per mettere sotto pressione i fornitori ed incentivarli ad rendere un servizio migliore. Al tempo stesso consentirebbe di promuovere un ruolo attivo della cittadinanza “accorciando” in tal modo la distanza tra pubblica amministrazione e cittadini. Mi pare invece eccessivo legare la valutazione del personale alle opinioni dei cittadini che possono non disporre di adeguati strumenti per valutarne realmente l’operato.
Ovviamente anche la possibilità per l’amministrazione di incidere sulla valutazione di un’impresa nelle successive procedure di affidamento costituisce un ottimo incentivo ad un corretto adempimento contrattuale da parte dell’appaltatore. Quanto alla disciplina delle penali andrebbe a mio avviso un po’ rivista per renderle più efficaci andando ad esaltare le peculiarità dell’oggetto contrattuale.Buongiorno a tutti,
Mi chiamo Maria Ida Marietty e lavoro presso l’Azienda USL della Valle d’Aosta, SC Sistemi Informativi e Telecomunicazioni. Ho conseguito la laurea in giurisprudenza all’Università di Torino e l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, professione che ho esercitato dal dicembre 2014 sino a fine 2018 presso il Foro di Aosta. A partire dal gennaio 2019 lavoro presso l’Azienda USL della Valle d’Aosta e mi occupo delle procedure di affidamento relative a tutte le forniture e i servizi attinenti al settore ICT. Ho deciso di iscrivermi al master poichè ritengo che una formazione adeguata e completa in materia di appalti mi consentirà di lavorare meglio e di proporre soluzioni più adeguate a quelle che sono le esigenze della struttura.
Buon pomeriggio
Maria Ida -
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