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UNA NUOVA GENERAZIONE DI DIPENDENTI PUBBLICI
Problema
– Piano Anticorruzione come mero adempimento formale
– Assenza della percezione dell’importanza della tematica dell’anticorruzioneDestinatari diretti: dipendenti pubblici
Destinatari indiretti: imprenditori, cittadini, politici, istituzioni, mass media, ordini professionali, associazioni, magistratura e forze dell’ordine.
Obiettivo 1:Rendere maggiormente consci i funzionari dei rischi legati al tema dell’anticorruzione nell’attività lavorativa.
Azione 1 (legata all’obiettivo 1): Organizzazione di corsi di formazione con metodi non tradizionali che, quindi, vadano oltre le lezioni frontali e/o di e-learning. Simulazione di casi concreti e coinvolgimento attivo dei funzionari (una volta l’anno);
Azione 2 (legata all’obiettivo 1): Creazione di un Gruppo di lavoro per la prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, che si riunisce due volte l’anno, nel quale siano rappresentate le Strutture dell’Ente, con il compito di monitorare gli adempimenti in materia da parte di ciascuna Struttura. Il Referente nominato per ciascuna Struttura dovrà condividere con i colleghi della propria Struttura quanto emerso nel corso delle riunioni del Gruppo di lavoro e raccogliere dai colleghi le criticità riscontrate nel lavoro quotidiano (VEDI Azione 1 dell’obiettivo 2);
Azione 3 (legata all’obiettivo 1): Newsletter trimestrale rivolta a tutto il personale circa gli aggiornamenti normativi in materia di anticorruzione e trasparenza e circa le buone pratiche di altri Enti;
Azione 4 (legata all’obiettivo 1): Affissione nelle bacheche o nei punti di ritrovo/passaggio (macchinetta del caffè, bollatrice, etc.) di “pillole di buona amministrazione” in tema di anticorruzione e di trasparenza (ad es. locandine di eventi sul tema, etc.).Obiettivo 2: Coinvolgimento fattivo delle singole Strutture dell’Ente nella redazione del Piano di prevenzione della Corruzione e della Trasparenza.
Azione 1 (legata all’obiettivo 2): riunioni semestrali delle singole Strutture durante le quali condividere le criticità legate al tema dell’anticorruzione emerse nel corso dell’attività lavorativa.Il piano proposto da Fabio offre spunti di riflessione interessanti circa il coinvolgimento degli organi politici dell’Ente in materia di lotta alla corruzione e il collegamento tra salario accessorio e raggiungimento degli obiettivi operativi di prevenzione della corruzione e promozione della trasparenza.
gennaio 12, 2021 alle 3:40 pm in risposta a: Formazione: garanzia di qualità, efficienza, trasparenza e programmazione gare #1891Concordo con Andrea circa l’esigenza di garantire una formazione continua ai funzionari che si occupano di appalti pubblici con lo scopo di assicurare la regolarità e la trasparenza nello svolgimento delle procedure.
Buon l’idea di monitorare la sensibilità del funzionario addetto agli appalti sui contenuti del codice di comportamento con verifiche circa la percezione delle conseguenze dei suoi eventuali comportamenti deviati e non conformi.Condivido quanto proposto da Francesco circa l’obiettivo di ridurre le carenze informative e formative sui contenuti del Piano Anticorruzione al fine di addivenire ad un Piano il più possibile condiviso e calato nella realtà del singolo Ente.
Il piano di Maria Ida punta l’attenzione, tra l’altro, al tema del lock-in, particolarmente diffuso nel settore ICT. Ritengo condivisibile l’esigenza di tentare di uscire/ridurre le logiche di lock-in mediante il confronto tra amministrazioni interessate dal fenomeno, nell’ottica di promuovere la circolazione di modelli virtuosi e la creazione di servizi di supporto nella predisposizione e nella gestione delle procedure di gara.
Condivido con Federica la proposta di percorsi formativi da parte di soggetti esterni e specializzati in materia di soft skills al fine di acquisire capacità di comunicare, di ridurre il conflitto, di fare squadra, oltre che di gestire il cambiamento e le situazioni di stress, di organizzare il lavoro e di prendere decisioni.
Fondamentali anche gli ulteriori obiettivi di monitoraggio del rispetto dei tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi e di uniformazione dell’agire anche al fine di ridurre i margini di discrezionalità.gennaio 11, 2021 alle 6:40 pm in risposta a: Buona Esecuzione implica Formazione e Condivisione #1835Ritengo condivisibile la proposta di Daniela che descrive in modo puntuale le principali problematiche legate all’esecuzione dell’appalto.
Interessanti e innovative le azioni che propone: la promozione di un confronto tra diverse pubbliche amministrazioni tramite stage e formazione condivisa e l’idea del Cantiere aperto con visite guidate condotte dagli attori dell’esecuzione rivolte ai colleghi, a gruppi scolastici, a professionisti esterni, ad associazioni di categoria, a cittadini interessati.gennaio 11, 2021 alle 6:28 pm in risposta a: DEC: meno liquidatore e più controllore e gestore contabile #1833Ritengo che Emanuele abbiamo ben delineato le criticità della fase di esecuzione del contratto, spesso non valorizzata al pari delle altre fasi.
Condivido le proposte di azioni per tentare di superarle: formazione, scambi e gruppi operativi multidisciplinari, unitamente ad un puntuale e necessario controllo.gennaio 11, 2021 alle 6:16 pm in risposta a: PIANO CREATIVO ANTICORRUZIONE Massimiliano Tricarico #1831Ottima la proposta di Marcella di diffondere la cultura della legalità creando un vero e proprio brand di legalità.
Originale e d’effetto lo slogan “Cambiare le Menti attraverso la prevenzione e la diffusione delle buone pratiche”. L’obiettivo è certamente ambizioso in una prospettiva di medio/lungo termine.
Condivido, infine, la necessita di creare piani formativi innovativi volti all’analisi e allo studio congiunto delle buone prassi, unitamente allo studio e all’analisi delle prassi peggiori al fine evitare errori già commessi, fonte di inefficienza e spreco di risorse.gennaio 11, 2021 alle 5:55 pm in risposta a: PIANO CREATIVO ANTICORRUZIONE Massimiliano Tricarico #1828La proposta del collega Massimiliano è apprezzabile. La P.A. è fatta anzitutto di persone e la valorizzazione delle competenze e delle potenzialità di ognuno di esse condurrebbe ad una P.A. più efficiente e virtuosa.
Interessante l’idea suggerita da Daniela circa l’organizzazione di Family day e di momenti di conoscenza e di convivialità.gennaio 11, 2021 alle 5:40 pm in risposta a: La trasparenza nell’esecuzione per contrastare corruzione e maladministration #1825Condivido con Daniele la necessità di dare maggiore attenzione alla fase di esecuzione contrattuale in termini di pubblicità e trasparenza (sezione Amministrazione trasparente).
Ottima anche la proposta di indire procedure di concorso per la selezione del personale o selezioni interne specifiche per le competenze richieste nell’ottica di una maggiore valorizzazione della fase esecutiva.gennaio 11, 2021 alle 5:30 pm in risposta a: “ Affidamenti diretti, porta aperta alla maladministration” #1821Il Piano di Stefania tocca il tema, da sempre oggetto di discussione, degli affidamenti diretti e dei relativi ampi margini di discrezionalità lasciati alle Stazioni appaltanti.
Condivisibile la proposta di potenziare i controlli da parte dei cittadini sugli esiti degli affidamenti diretti, oltre che, come suggerito dalla collega Daniela, da parte di ANAC (con controlli a campione).Condivido con Francesco la proposta di creare un struttura interna di Audit costituita da personale tecnico competente. Interessante anche l’evidenziata necessità di una separazione tra soggetti gestionali e struttura di controllo.
gennaio 11, 2021 alle 5:12 pm in risposta a: “La fase di gestione contrattuale….terra di nessuno?” #1818Ritengo condivisibile quanto evidenziato da Sandra circa l’obiettivo di un fattivo monitoraggio nella fase esecutiva dell’appalto al fine di tentare di scongiurare maggiori costi per l’amministrazione, ritardi ed esiti non utili alle PP.AA. Ottima l’idea di dare pubblicità all’operato delle PP.AA.
gennaio 11, 2021 alle 5:04 pm in risposta a: AGGREGARE LA DOMANDA DEGLI Istituti Zooprofilattici Sperimentali #1817Condivido quanto esposto dalla collega in tema di aggregazione alla luce del numero contenuto degli istituti zooprofilattici, nell’ottica di efficientamento del sistema e di risparmio di risorse pubbliche.
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