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maggio 1, 2021 alle 12:04 pm in risposta a: “La fase di gestione contrattuale….terra di nessuno?” #2118
La collega con il suo piano ha individuato un punto centrale dell’attività pubblica nel settore degli acquisiti di beni, servizi e lavori e ottime mi sembrano le sue osservazione. A mio avviso il personale designato ad occuparsi dell’esecuzione contrattuale dovrebbe fare solo quel “lavoro” senza vedersi assegnare ulteriori incarichi
aprile 26, 2021 alle 5:20 pm in risposta a: PIANO CREATIVO ANTICORRUZIONE Massimiliano Tricarico #2082PIANO CREATIVO ANTICORRUZIONE AGGIORNATO ANCHE CON I COMMENTI DEI COLLEGHI DEL MASTER SEIIC V ED. A.A. 2019/2020
Massimiliano Tricarico
TITOLO: “Conoscere i nostri collaboratori e colleghi”
Problema
“Conoscere” sia da un punto personale che professionale i propri colleghi e collaboratori è un’aspetto fondamentale per instaurare una proficua e onesta relazione umana e professionale con essi.
La scarsa conoscenza delle “persone” che lavorano in un determinato ambiente lavorativo può avere la conseguenza di assegnare un ufficio o un compito ad un collega o collaboratore non propriamente indicato per quella mansione favorendo così la creazione di potenziali problematiche di mala admistration.
Il personale dev’essere considerato come la risorsa primaria di ogni organizzazione sia essa pubblica che privata. Comprendere quindi se il personale sia o meno qualificato e “adatto” a intraprendere ruoli o funzioni più o meno complessi gioca un ruolo fondamentale. Ogni Ente dovrà perciò attuare tutte quelle politiche che hanno lo scopo di assegnare il personale giusto alle mansioni e funzioni richieste in modo che si attui questo allineamento e si instauri tra il personale quel senso profondo di soddisfazione e appartenenza all’Ente. La conseguenza del mancato raggiungimento di questo obiettivo potrebbe inficiare anche tutti gli sforzi profusi in sede di formazione dei pubblici dipendenti, perché risulterebbe inutile e persino inefficace se non è preceduta da un’accurata analisi delle aspirazioni e del potenziale, magari inespresso e indipendente dai titoli di studio, dei dipendenti. L’insoddisfazione nello svolgere la propria attività e l’assenza del senso di appartenenza ad un gruppo sono le cause e il germe della superficialità e rappresentano una potenziale miccia per comportamenti confliggenti con una buona amministrazione.
Destinatari diretti:
dirigenti, superiori gerarchici, colleghi, collaboratori, ufficio del personale
Destinatari indiretti:
familiari, imprenditori (per chi è autorizzato a svolgere attività extra –istituzionale), scuola, università, chiesa, associazioni, precedenti datori di lavoroObiettivi
Obiettivo 1
Avere un quadro, il più attinente alla realtà, di eventuali problematiche economiche, e non (esempio salute), di cui il personale dovesse essere preoccupatoObiettivo 2
Avere un quadro, il più attinente alla realtà, delle motivazioni che hanno portato il personale a scegliere quel “lavoro” presso quel particolare ente pubblico o ministero o quella sede e come viene percepito, da parte del dipendente, il futuro dell’Ufficio/Ente in cui presta il proprio servizioObiettivo 3
Avere un quadro, il più attinente alla realtà, delle aspirazioni a cui tende il dipendente sia professionalmente che personalmente e sia individualmente che nel gruppo di lavoro in cui operaAzioni
Azione 1 (riferita a obiettivo 1)
Per raggiungere questo obiettivo è necessario avere dirigenti responsabili del personale che abbiano ampie vedute e competenze non necessariamente amministrative ma sociologiche e psicologiche.
Occorre creare un ambiente lavorativo favorevole al dialogo in cui il personale si senta libero di condividere le eventuali problematicità (economiche e non) che sta vivendo sapendo di poter contare sul supporto dell’”Amministrazione”.
Fondamentale risulta il ruolo dei superiori, colleghi, l’affiatamento, la reciproca fiducia e il clima armonioso etc.. che dovranno essere sviluppati e stimolati con momenti formativi specifici, e non, da svolgere anche al di fuori dell’ambiente prettamente lavorativo. Sarebbe auspicabile, a tal proposito, organizzare dei Family Day con lo scopo di creare dei momenti di convivialità e ascolto dove i nuclei familiari potrebbero conoscersi meglio, visitare i luoghi di lavoro e prendere consapevolezza dell’ambiente lavorativo in cui opera il proprio familiare, facilitando in questo modo lo scambio di esperienze e informazioni.
La “dirigenza” in stretto collegamento con l’Ufficio del Personale o i vari Capi Ufficio dovrebbe cercare di “attenzionare” eventuali situazioni di criticità economica, e non, che dovessero emergere a carico dei dipendenti in conseguenza di situazioni personali, familiari o professionali.
Eventuali informazioni personali che dovessero essere conosciute dagli uffici/organi coinvolti dovranno essere trattati nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali [Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, Codice in materia di protezione dei dati personali – Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 –, adeguato alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 tramite il Decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101].
Sarebbe utile, inoltre, la creazione dell’Ufficio delle Risorse Umane che non deve confondersi con l’Ufficio del Personale
Tempo
Attività costante attraverso uno stretto collegamento tra il personale e la Dirigenza/l’Ufficio del Personale/i Capi Uffici e incontri a cadenza annuale.
Per i Family Day la cadenza degli incontri potrebbe essere annuale.
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Azione 2 (riferita a obiettivo 2)
Identificare la modalità di assunzione del personale, il periodo storico in cui questo è avvenuto e il percorso formativo individuale intrapreso, cercando di instaurare forme di dialogo con esso anche attraverso momenti di ascolto allo scopo di individuare le motivazioni che hanno spinto il personale a fare la domanda di assunzione in quell’Ente o Ministero o in quella particolare sede e come il dipendente vede il futuro dell’Ufficio/Ente in cui lavora. Questa attività può essere svolta dall’Ufficio del Personale in stretto collegamento con la Dirigenza.
Eventuali informazioni personali che dovessero essere conosciute dagli uffici/organi coinvolti dovranno essere trattati nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali [Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, Codice in materia di protezione dei dati personali – Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 –, adeguato alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 tramite il Decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101].
Sarebbe utile la creazione dell’Ufficio Risorse Umane che non deve confondersi con l’Ufficio del Personale
Tempo
Conoscenza prima iniziale al momento dell’arrivo nell’Ente/Ufficio e successivamente si potrebbero programmare incontri tra i singoli dipendenti e la Dirigenza/Ufficio del Personale a cadenza annuale per verificare eventuali cambiamenti nelle motivazioni/aspirazioni del personale e aspettative sul progresso dell’Amministrazione
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Azione 3 (riferita a obiettivo 3)
Dirigenza, Ufficio del Personale e Capi Ufficio dovrebbero capire le aspirazione economiche e non del personale (proprie e dei familiari), la sua propensione all’aggiornamento professionale nel settore o ambito di impiego, il grado di soddisfazione dello stesso nel lavorare presso il proprio ufficio/ente/sede attraverso ad esempio il monitoraggio delle ore di straordinario effettuato, la propensione a cambiare mansione o incarico e il livello di eterogeneità generazionale caratterizzante l’ufficio e l’Ente di servizio. L’azione consisterebbe nell’implementare forme di dialogo e ascolto. In questo ambito utilissima potrebbe risultare la comprensione della percezione del livello di adeguatezza dello stipendio all’incarico/mansione assegnato/a e la cognizione delle dinamiche familiari.
Eventuali informazioni personali che dovessero essere conosciute dagli uffici/organi coinvolti dovranno essere trattati nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali [Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, Codice in materia di protezione dei dati personali – Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 –, adeguato alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 tramite il Decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101].
Sarebbe utile la creazione dell’Ufficio Risorse Umane che non deve confondersi con l’Ufficio del Personale
Tempo
Attività costante annuale attraverso riunioni e/o incontri con il personale da parte della Dirigenza/Ufficio del Personale.
Possibilità di cambiare ufficio/mansione più agevolmente e velocemente anche dopo 2 anni.aprile 25, 2021 alle 3:34 pm in risposta a: PIANO CREATIVO ANTICORRUZIONE Massimiliano Tricarico #2079Buon pomeriggio Maria Ida Elisa, lo scopo del mio piano non è certamente quello di creare delle valutazioni su aspetti familiari o economici, bensì di creare le condizioni affinché si possano evidenziare o emergere quelle situazioni che potenzialmente possano essere foriere di comportamenti di mala administration.
Inoltre concordo pienamente con te sul fatto che ognuno deve sentire il dovere di adempiere con responsabilità ai propri compiti (compreso quello di formarsi) ma a mio avviso il più alto grado di efficienza nel raggiungere questo risultato si ha mettendo le “persone giuste al posto giusto” e tutto ciò si può avere solo conoscendole e conoscendosi.Molto interessante il piano ideato dalla collega che ha sviluppato e posto l’accento su un fattore, quello dell’ICT, divenuto ormai essenziale per la competitività dell’intera nazione. In ambito “appalti pubblici” la crescente informatizzazione e l’ormai tanto auspicata digitalizzazione degli stessi impongono una seria analisi del settore. Per cui apprezzo molto l’attenzione posta alla formazione del personale in tale campo non solo da un punto di vista tecnico ma anche giuridico ed economico tenuto conto delle nuove problematiche che gli sviluppi tecnologici hanno fatto emergere come ad esempio quello relativo alla tutela della privacy
Condivido in pieno obiettivi e azioni trattati dal collega nel suo piano e molto importante l’attenzione posta sulla divulgazione dell’istituto del whistleblowing, strumento molto potente nella lotta alla corruzione
Apprezzabile il tentativo della collega di rendere molto schematico e razionale il piano proposto ma poco chiaro nella parte riguardante la separazione delle funzioni che già dovrebbero essere garantite dalla struttura dell’organizzazione (organigramma) e nell’evitare il monopolio delle competenze se per competenze si vuole intendere “il saper fare”. In un mondo ideale dove non c’è carenza di personale le attività saranno gestite dalle persone giuste ma il problema è che oggi le attività sono tante e il personale è in confronto molto poco. Per tale ragione il compito del responsabile dell’ufficio/ente sarà quello di assegnare le attività nella maniera corretta affinché non ci siano incompatibilità o conflitto d’interessi nel rispetto delle funzioni di ciascun dipendente
gennaio 24, 2021 alle 10:42 pm in risposta a: Formazione: garanzia di qualità, efficienza, trasparenza e programmazione gare #1967La formazione come fattore indispensabile per il contrasto alla corruzione è indubbiamente condivisibile e quindi bene ha fatto il collega a porre l’attenzione su questo aspetto. Ottima l’idea di verificare attraverso l’erogazione di test la percezione, per tutto il personale addetto alle aree a rischio e quindi non solo al funzionario addetto agli appalti, sulle conseguenze disciplinari e non che eventuali comportamenti scorretti potrebbero avere.
Il piano proposto dal collega offre molti spunti di riflessione e pone l’accento sul ruolo fondamentale che può avere un giusto coordinamento operativo tra il PTPCT e il piano della performance. Ambizioso, vista la scarsità di risorse dedicate, collegare una percentuale della retribuzione di risultato dei dipendenti pubblici al raggiungimento degli obiettivi previsti dal PTPCT
gennaio 24, 2021 alle 10:05 pm in risposta a: DEC: meno liquidatore e più controllore e gestore contabile #1965Molto apprezzata la specificità e concretezza del piano del collega nell’affrontare la gestione delle varianti. Tutte le soluzione prospettate sono condivisibili. Molto utile l’idea dello scambio di best practices e momenti di confronto tra il personale appartenente ad amministrazioni diverse.
gennaio 24, 2021 alle 9:49 pm in risposta a: AGGREGARE LA DOMANDA DEGLI Istituti Zooprofilattici Sperimentali #1964Condivido pienamente obiettivi e azioni del piano della collega soprattutto con riguardo ai benefici che l’aggregazione della domanda, accompagnata da una specializzazione professionale del personale nella varie fasi del procedimento, avrebbe in termini di riduzione della spesa pubblica
Interessante l’idea del collega di diffondere capillarmente il piano anticorruzione in maniera “gerarchica” con la previsione di fornire ai destinatari uno stralcio commentato delle parti di interesse.
Nel caso di amministrazioni caratterizzate da bassa gerarchizzazione il compito di “commentare” le parti del piano potrebbe essere svolto da un’organo o ufficio specificamente preparato a farlogennaio 24, 2021 alle 8:38 pm in risposta a: “La integrazione e radicalizzazione dei Principi e dei Valori della PA nel tessu #1962Appezzo molto del piano della collega il fatto di puntare sugli aspetti valoriali ed etici e quindi il tentativo di dare l’importanza centrale che meritano. Valori, etica, cultura si diffondono a volte anche senza nessuna specifica spiegazione ma con l’esempio e questo lo dovrebbe dare chi ci rappresenta
Condivido pienamente tutti gli ambiti trattati dal piano del collega ed in particolare quello riguardante l’archiviazione, attività questa a volte trascurata ma molto importante perché, se ben svolta, facilità un accesso veloce ai documenti e alle varie informazioni di cui necessità un’amministrazione
gennaio 24, 2021 alle 7:49 pm in risposta a: Conclusione dei procedimenti amministrativi e valutazione delle performance #1960Del piano del collega ho apprezzato molto l’idea di innovare i sistemi di valutazione della performance del personale che sono comunque caratterizzati da un’elevata complessità per via delle difficoltà in molti casi di rendere il più oggettivi possibili i criteri di valutazione a causa dell’elevata frammentazione dei procedimenti e processi amministrativi. Per aggirare queste difficoltà potrebbe essere utile implementare una “performance di gruppo” con lo scopo di valutare il singolo gruppo di lavoro destinatario di un determinato obiettivo.
gennaio 24, 2021 alle 7:27 pm in risposta a: Buona Esecuzione implica Formazione e Condivisione #1959Ottima l’idea della collega di concentrarsi sulla fase della esecuzione contrattuale, aspetto quest’ultimo che risulta di fondamentale importanza per la buona riuscita di tutta la procedura acquisitiva. Sarebbe utile inoltre aumentare quantitativamente il personale impiegato nella fase esecutiva.
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