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  • in risposta a: Esecuzione del contratto: il D.E.C. Deve Essere Competente #2455

    Condivido pienamente e, per quanto attualmente di mio interesse diretto, accolgo con favore il suggerimento del Collega Maurizio di dover “essere in compagnia” nell’esperienza in corso richiedendo, in prima battuta, il supporto del R.U.P. nella gestione del nostro contratto in essere, in vista tanto di una corretta e buona esecuzione dello stesso, quanto di un auspicato accrescimento della mia competenza in materia.

    Monica

    in risposta a: "ETICA-MENTE" #2454

    Le idee avanzate dalla Collega mi trovano pienamente d’accordo, sia per quanto attiene alla problematica presentata, che per quello che riguarda le azioni correttive proposte. Come già evidenziato, sono pienamente convinta che occorra ripartire dalle basi, già nelle scuole dell’obbligo. L’imprinting che deve essere dato ai cittadini e funzionari del domani deve basarsi sulla condivisione di valori etici, sociali e morali fondati sulla lealtà, fedeltà e sul senso di appartenenza ad un quid che ci coinvolge tutti: il pubblico dipendente è, innanzitutto, un cittadino che, a livello professionale, opera nell’interesse della collettività. La formazione nell’ambito degli Enti di appartenenza dovrà quindi inserirsi in sub-strato formativo culturale e sociale già definito e impartito a monte. In una tale prospettiva, ovviamente, il whistleblowing sarà fisiologicamente un atto civico “dovuto” perché qualunque fenomeno di malaffare, benchè non declinabile in termini penalistici, verrà comunque percepito come patologico, poichè deviante rispetto a quel modello etico proposto e prospettato come unico corretto, e pertanto necessariamente “da denunciare” e da espungere.

    Monica

    in risposta a: CORRUZIONE TRA RESILIENZA E LEVE #2453

    L’approccio proposto dalla Collega è, a mio parere, il più originale tra tutti quelli prospettati. E’ stato molto interessante seguire il ragionamento che ha sviluppato e che trae spunto dalla lettura di un libro che, peraltro, sono stata incuriosita a leggere. Condivido pienamente la premessa all’analisi del problema: la corruzione sistemica è fondamentalmente uno stato di equilibrio, una situazione che tende a permanere e che, alla lunga, si traduce in una sorta di consuetudine non scritta e talvolta illecita, come nel caso della concussione ambientale: “la prassi è questa, è normale comportarsi così”. Il problema è, quindi, anzitutto sociale e ambientale. Tutti noi, sia individualmente che collettivamente, siamo restii al cambiamento. Non è semplice ed agevole uscire dalle nostre “zone di comfort” soprattutto perchè, come ben evidenziato dalla Collega, il percorso è difficile e faticoso (ripido) e la transizione richiede una volontà (forza) che superi l’abitudine/consuetudine (resistenza). La tendenza è ovviamente quella di desistere e rinunciare (tornare indietro). Ritengo quindi che il cambiamento debba essere, innanzitutto, un cambiamento culturale e sociale che parte molto prima, a monte, già nelle scuole con la reintroduzione, ad esempio, dell’educazione civica: i cittadini e i pubblici dipendenti del domani devono essere educati oggi alla buona amministrazione e alla consapevolezza del significato di pubblica amministrazione quale bene della collettività (res publica).

    Monica

    in risposta a: Potenziamo la “funzione acquisti" dell'Ateneo! #2452

    La carenza di personale qualificato e specializzato in materia di appalti è, a mio parere e per la mia piccola esperienza professionale, uno dei principali nodi da sciogliere nel prossimo futuro. L’evoluzione normativa e sociale, in questa materia, si è imposta ad una velocità tale per cui le Pubbliche Amministrazioni non sono riuscite “a tenere il passo”. I dipendenti che si occupano di appalti, benché dotati di grande esperienza (talvolta pluridecennale), sono molto spesso sprovvisti di quel back-ground culturale che consente un aggiornamento (anche individuale) costante e la capacità di adattarsi rapidamente al cambiamento in fieri. Attualmente le complesse dinamiche che ruotano attorno alle procedure di gara richiedono ai dipendenti che operano sul campo competenze poliedriche, altamente specifiche e necessariamente trasversali. Queste competenze investono l’intero ciclo dell’appalto: dall’analisi del fabbisogno, passando per la progettazione ed espletamento della gara, fino a giungere all’esecuzione del contratto. In questa rinnovata, e ormai diffusa, consapevolezza della materia che trattiamo e delle sue implicazione, anche dal punto di vista economico-sociale, sarebbe opportuno implementare non solo il numero delle risorse impiegate, ma anche l’introduzione, negli organici, di figure già formate in tal senso e aventi già una competenza specialistica.

    Monica

    Come anticipato dalla Collega Elisa, nel leggere la proposta avanzata dalla Collega Antonella, anche io mi sono soffermata sulla valenza applicativa dell’azione 2. Ritengo che questo momento storico di rinnovamento degli organici della Pubblica Amministrazione è, a mio parere, “un’onda che va cavalcata” attraverso tutti gli strumenti che possono e devono essere messi in campo per instillare, nelle “nuove” generazioni di dipendenti pubblici, la cultura della legalità, lealtà, fedeltà e buona amministrazione, fino a considerare di premiare, in ottica meritocratica, coloro i quali contribuiscono attivamente a preservare ed implementare questi principi traducendoli in azioni concrete.

    Monica

    in risposta a: IOPA! (IO sono la PA) #2450

    Condivido appieno la necessità evidenziata dal Collega di implementare il senso di appartenenza dei pubblici dipendenti alla Pubblica Amministrazione vincolandolo strettamente alle norme fondamentali contenute nella nostra Carta Fondamentale, primi fra tutti l’art. 98, 1° comma: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione” e l’art. 54, comma 2 che cristallizza il dovere di fedeltà qualificata. Il cambiamento auspicato, che passa anche dai piani anticorruzione, a mio parere, deve partire dall’aspetto socio culturale e dalla necessità di rafforzare nei dipendenti la consapevolezza di far parte di un quid al servizio dell’intera collettività, compresi noi stessi. Qualora fosse radicata in tutti noi tale consapevolezza, risulterebbe assolutamente naturale “trattare” il bene pubblico secondo i più normali canoni di diligenza, integrità, lealtà e buona amministrazione.

    Monica

    in risposta a: MASTER SEIIC 2021 #2187

    Ciao,
    mi chiamo Monica Giovannelli Cesarini e sono un avvocato da pochi mesi dipendente pubblico impiegato presso l’Ufficio Acquisti del Comune di Perugia (mia città natale).

    La mia avventura nel variegato mondo degli appalti è iniziata, inaspettatamente, circa 7 anni fa in un’azienda privata in cui ho prestato la mia attività lavorativa per più di un anno. Successivamente, avendo vinto il mio primo concorso pubblico, sono stata impiegata per più di tre anni presso la Direzione Acquisti e Appalti dell’Azienda Ospedaliera di Perugia dove ho maturato un’importante esperienza nell’espletamento di gare sotto e sopra soglia comunitaria operando anche per il Soggetto Aggregatore, della Regione Umbria, CRAS (Centrale Regionale Acquisti in Sanità) nello svolgimento di gare centralizzate nel settore sanitario.

    Nel 2019 ho deciso di cogliere l’opportunità di prestare servizio nell’Ufficio Acquisti ed Approvvigionamenti della Valle Umbra Servizi S.p.A. – Società multi utility a totale partecipazione pubblica erogatrice di servizi pubblici essenziali: gas metano, servizio idrico e servizio igiene – dove ho avuto la possibilità di implementare ed accrescere la mia esperienza nel settore della contrattualistica pubblica approfondendo anche le gare nei settori speciali.

    Attualmente, anche in Comune come nelle mie pregresse esperienze lavorative, mi occupo di gestire tutte le fasi di svolgimento delle procedure di gara, sotto e sopra soglia comunitaria, di competenza della Unità Organizzativa a cui appartengo: dalla fase di programmazione fino all’esecuzione del contratto (recentemente sono stata nominata DEC in una procedura di gara sopra soglia comunitaria per il servizio di facchinaggio interno, esterno e connesso alle consultazioni elettorali in via di aggiudicazione).
    Nella mia quotidiana attività lavorativa rientra anche la redazione ed il costante aggiornamento dei documenti di gara, la risoluzione di questioni giuridiche connesse sia alla fase ad evidenza pubblica che a quelle relative all’esecuzione dei contratti ed il prestare supporto legale in merito ad eventuali accessi documentali, civici e generalizzati connessi alle procedure di gara.

    Mi sono iscritta a questo Master perchè, data l’alta qualità del programma didattico offerto e l’elevato profilo professionale di voi colleghi, sono convinta che mi consentirà di perfezionare e consolidare il percorso di studi specialistico che ho intrapreso e mi potrà aiutare nel mio lavoro quotidiano anche grazie ad un confronto dialettico con voi e con i docenti.

    Buon lavoro a tutti!

    Monica Giovannelli Cesarini

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