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Il collega centra in pieno il problema della disciplina della legge 190/2012. Vestire la prevenzione della corruzione di ademimenti formali è stato un errore. Tale impostazione non ha legittimato il RPCT che non ha avuto nessuna credibilità anche alla luce dei fatti concreti che hanno dimostrato che tutte le misure di prevenzione (obbligatorie e facoltative) non hanno prodotto effetti sulla corruzione.
Il problema delle amministrazioni era ed è la capacità/volontà di “Programmare” ed “Organizzare” . Molte amministrazioni non ci pensano nemmeno lontanamente a stabilire con trasparenza chi fa cosa perchè la confusione consente di fare tutto e il contrario di tutto . Esperienza concreta: una amministrazione non ha nominato, il sostituto di un dirigente, per i casi di assenza e/o impedimento del titolare conclusione che nell’assenza del titolare un altro dirigente ha chiuso procedimenti in 1 giorno. Per me prevenzione della corruzione significa pianificazione attività/risorse e organizzazione uffici/servizi trasparente. Ambiti che già prima della legge 190/2012 altre leggi avevano provato a disciplinare la prima è stata ad esempio in ambito locale gia la legge 142/1990 aveva introdotto il piano esecutivo di gestione e la performance. Norme rimaste inattuate.aprile 30, 2021 alle 8:15 am in risposta a: “La fase di gestione contrattuale….terra di nessuno?” #2106Condivido il pensiero della Collega. Ancora oggi l’esecuzione del contratto sembra essere terra di nessuno. Nonostante il codice dei contratti abbia delineato da un punto di vista astratto funzioni e competenze dei soggetti coinvolti nel procedimento di attuazione del contratto si stenta, sopratutto nell’ambito degli appalti dei servizi e delle forniture, a fare decollare le nomine dei Direttori delle esecuzioni ma sopratutto a dare concreta attuazione all’articolo 102 del codice che prevede il collaudo e la verifica di conformità. A tale riguardo devo dire che un aiuto importante è venuto dall’ANAC che ha disciplinato con diverse delibere i compiti e le funzioni del RUP/DE. Peccato che le linee guida redatte da ANAC in ordine al “Il Direttore dell’Esecuzione: modalità di svolgimento delle funzioni di coordinamento, direzione e controllo tecnico-contabile dell’esecuzione del contratto” e presentate per la consultazione nel 2016 non siano state approvate poichè contenevano una disciplina di dettaglio dell’esecuzione del contratto che se attuata avrebbe sicuramente assicurato buoni risultati. Io ho anche provato ad attuarla lo stesso ma ho ricevuto contestazioni e opposizioni. Purtroppo sulla corretta esecuzione dei contratti di forniture si annidano interessi personali!
Condivido pienamente il piano creativo della collega. Così come ho avuto modo di descrivere nel mio piano creativo l’agire nelle istituzioni pubbliche deve essere improntato ai principi di imparzialità e legalità che a mio parere rimangono integri nel loro contenuto.
La rotazione è una misura organizzativa strategica per assicurare una sana amministrazione tenuto conto che con la rotazione si realizzano due obiettivi su fronti differenti. Infatti se da un lato, con la rotazione, si minano situazioni di controllo dei procedimenti dall’altro si professionalizzano i dipendenti che sono chiamati a svolgere mansioni differenti, nell’ambito del profilo di appartenenza. Nell’ambito della esperienza concreta la rotazione è una innovazione “traumatica” e molto difficile da attuare. Bisogna pianificare tutte le fasi e molto spesso la resistenza dei dipendenti diventa difficile da superare specie nella ipotesi, delle amministrazioni locali, dove la vicinanza con gli organi politici, trasforma la riorganizzazione e quindi la rotazione in una scelta della politica. Avere reso obbligatoria la rotazione sicuramente, nelle predette organizzazioni, aiuta ad assicurare una buona amministrazione.
Buon giorno
Sono Rita Lanzalaco. Ho 26 anni di servizio nella Pubblica amministrazione. Dal 01 ottobre 2019 lavoro presso il Provveditorato delle Opere pubbliche per la Sicilia e la Calabria a Palermo. Il Provvedirato ha 9 sedi decentrate in Sicilia e 4 in Calabria.
Provengo dal ruolo dei Segretari Comunali. Dal 1994 a ottobre 2020 ho lavorato nei comuni, svolgendo, giustappunto, il ruolo di Segretario Comunale. Ho lavorato in comuni differenti per Regione (Sardegna e Sicilia),per classe (dalla fascia C alla fascia A – cioè dai piccoli Comuni fino ai Comuni Capoluoghi di Provincia), per territorio (alcuni dei Comuni presso i quali ho prestato servizio sono stati interessate da importanti azioni giudiziarie volte a contrastare la presenza di attività criminali ricollegabili alla associazione per mafia e diversi Comuni sono stati interessati da scioglimenti per infiltrazioni per mafia). Dall’entrata in vigore della L. 190/2012 ho svolto il ruolo di RPCT e mi sono occupata di Piani di Prevenzione e trasparenza e dell’attuazione delle misure di prevenzione.
Al Provveditorato delle Opere Pubbliche svolgo il ruolo di dirigente dell’Ufficio 1 – Amministrativo- ove si incardino le funzioni relative all’Ufficio Gare e contratti relativo agli affidamenti degli appalti di opere pubbliche di competenza del provveditorato o svolte in convenzione con altri enti.
Sono responsabile del Servizio acquisti e quindi mi occupa anche delle procedure di programmazione e affidamenti degli appalti relativi acqui acquisti di beni e servizi atti a garantire il funzionamento del Provveditorato.
La scelta del Master nasce dall’esigenza di ritagliarsi uno spazio di studio, approfondimento e confronto sulle tematiche oggetto del Master.
Buon master a tutti.
Saluti
Rita Lanzalaco -
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